Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Berlusconi e Dell’Utri nuovamente indagati per le stragi mafiose del ’93

Berlusconi e Dell’Utri nuovamente indagati per le stragi mafiose del ’93

Giunge notizia da alcuni dei più importanti quotidiani nazionali che la procura di Firenze ha dato mandato alla magistratura per svolgere ulteriori indagini su Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri per verificare il  loro presunto coinvolgimento nelle stragi mafiose del 1992/1993. Non è la prima volta che la procura di Firenze apre un procedimento a carico dell’ex Cavaliere che, però, finora è sempre stato assolto dalle accuse di complicità (l’ultimo processo si è concluso nel 2011).

A quanto pare, a convincere la magistratura ad effettuare ulteriori indagini sarebbe stato il contenuto delle intercettazioni dei colloqui del capo mafia Graviano giunte da Palermo. I colloqui erano stati ascoltati in ambito dell’inchiesta  sulla trattativa ‘Stato-Mafia’ ed è proprio in questi che il mafioso citerebbe i nomi dell’ex premier e dell’ex senatore. Pertanto la polizia giudiziaria avrà il compito di scoprire delle prove che confermino tali affermazioni.

La notizia del nuovo coinvolgimento del leader di Forza Italia nell’inchiesta sulle stragi mafiose è stata commentata dall’avvocato di Berlusconi, Niccolò Ghedini, il quale però minimizza la portata dell’inchiesta suggerendo che si tratti della solita manovra politica per danneggiare la figura del suo assistito: “Puntualmente e come sempre da oltre 20 anni, a ridosso di una competizione elettorale a pochi mesi dalle elezioni nazionali e proprio nel giorno in cui il presidente Berlusconi sarà in Sicilia, a mezzo stampa senza che in alcun modo siano stati previamente avvisati il diretto interessato o i suoi legali, è stata pubblicata, con grande risalto, la notizia di una nuova indagine nei suoi confronti”.

Insomma, secondo il legale di Berlusconi si tratterebbe di una mossa politica che, come le altre volte, si risolverà con un nulla di fatto, poiché conclude l’avvocato: “L’ennesima indagine non potrà che concludersi con una rapida archiviazione, così come già avvenuto in passato, non essendovi alcun reale elemento di novità ed essendo la totale estraneità del presidente Berlusconi più che conclamata e avvalorata dalle plurime precedenti archiviazioni nonché da altrettante plurime sentenze di merito e della Corte di Cassazione”.