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Come nacquero le streghe

Monaco anziano, ascetico e pieno di disturbi, Corrado di Marburgo (nato fra il 1180 e il 1190) è stato un influente teologo tedesco, che con tutta probabilità inventò il culto delle streghe.

La visione dei fatti di Konrad è profondamente collegata all’Inquisizione. Nella cronaca di Cesáreo de Heisterbach, testo apocrifo in cui si parla dello sterminio dei Catari, si ritrova la famosa frase “uccidi tutti, che Dio in Paradiso distingue il proprio”, attribuita a papa Innocenzo III per rispondere alla domanda di un inquisitore che gli chiedeva come distinguere gli eretici da coloro che erano rimasti buoni cristiani, per non uccidere innocenti.

L’idea che quest’opera fu in grado di trasmettere fu fondamentale nel processo di persecuzione dei presunti eretici: un gruppo di ribelli radunati in sette, poteva minacciare l’intera società con l’aiuto di Satana. Questa credenza costituisce l’origine delle superstizioni che appiccarono migliaia di incendi.

I primi perseguitati furono Catari, un movimento che andava contro lo sfarzo della Chiesa, ma additato come una folla di eretici che volevano proibire i sacramenti e predicavano gli scambi di coppie.
In questo clima di confusione e di credenze che vacillavano, Konrad ci mise il suo parlando per la prima volta delle streghe. Per lo più i suoi racconti si tramandarono oralmente e furono frutto della sua immaginazione, ma alcune tracce scritte, riguardante adoratori di dei pagani nei boschi, risalgono a manoscritti di cento anni più vecchi.

Così il mito delle streghe iniziò ad ossessionare gli inquisitori e l’opinione pubblica, a macchia d’olio.
Oggi sappiamo per certo da dove nacque questo mito: streghe e adoratori di Satana, il tutto prodotto dall’immaginazione prolifica di Konrad. Lo sappiamo grazie alla Gesta Treverorum, un’ampia raccolta storica dei fatti relativi a Treviri e alla Chiesa locale, ancora oggi consultabile in molte biblioteche.

M.Valentina Colasuonno