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La rivelazione di Tiziano Ferro: ‘chissà come sarei finito se non fosse stato per la musica’

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Un successo grazie al quale ha sconfitto le sue fragilità. Si rivela senza filtri Tiziano Ferro, parlando del ‘male di vivere’ che è riuscito a tenere a bada grazie al potere della musica. Lo ha fatto in un’intervista che verrà pubblicata martedì su Buone Notizie, rivelando che “se non fosse stato per questo mestiere, chissà come e dove sarei finito. Sicuramente – spiega Ferro – sarei andato verso il peggio. E non mi riferisco necessariamente all’ipotesi che avrei potuto trasformarmi in un delinquente: la morte civile e morale si nasconde dietro tante maschere. Io per esempio sono un perfezionista e questo lato del mio carattere mi spinge a isolarmi. E da qui alla depressione o alla misantropia il passo è breve. Quindi sì, la musica per me ha fatto miracoli”.

Un percorso umano, quello del cantante, raccontato nel suo viaggio musicale, da Xdono fino a Il mestiere della vita – Urban vs Acousti. Raccontandosi al settimanale del Corriere, Ferro sceglie di parlare anche di aspetti intimi del suo credo, sottolineando: “Quello che non riesco a fare lo consegno a Dio. Mi capita spesso di svegliarmi la mattina e di chiedergli di guidare le mie scelte”. Da questo punto di vista il cantante si ritiene fortunato perchè, rivela, “ho sempre incontrato preti e insegnanti di religione che esaltavano l’ importanza della misericordia facendomi apparire Dio non come un giudice severo e inflessibile, ma come un’ entità con la quale dialogare serenamente”.

 

Tiziano ha scelto di parlare senza filtri di depressione, e lo ha fatto per un motivo: “per far sentire meno sole le persone che ne soffrono”. Una testimonianza oggi più che mai necessaria perchè, ricorda l’autore di Rosso Relativo, “l’importante è parlarne, non c’è nulla di cui vergognarsi”.

Daniele Orlandi