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Pusher nigeriano arrestato 3 volte, non verrà espulso perché ‘in Nigeria c’è la pena di morte’ 

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Lucky Haruna è un nigeriano di 35 anni, pregiudicato, finito in galera già per tre volte per spaccio: la prima volta nel 2010, la seconda nel 2012, la terza poco tempo fa. Lo straniero risiede a Treviso, ma è irregolare sul territorio italiano. Nella zona è conosciuto col nome di pusher-pendolare, perché raggiungeva il luogo dello scambio per lo spaccio di droga alternando la guida di due macchine e tenendo la dose di cocaina in bocca, consegnava la roba, prendeva i soldi e spariva come un fantasma, senza mai scendere dall’auto.

Secondo gli inquirenti, Lucky Haruna per almeno due anni ha venduto cocaina alle persone con tossicodipendenza di Treviso, una clientela di età compresa fra i 25 ed i 40 anni.
Tre volte in galera, questa volta Lucky Haruna sta ancora espiando la sua pena di sei anni ed otto mesi di reclusione, termine 21 gennaio 2018. 

Con la sentenza però il giudice ha disposto che, una volta liberato, Lucky Haruna avrebbe dovuto essere portato al Cie ed espulso, perché pericoloso socialmente.
La Cassazione ha ribaltato la sentenza: la suprema Corte ha disposto la possibilità che Lucky Haruna una volta uscito dal carcere possa ottenere il permesso di soggiorno per «protezione sussidiaria», caso nel quale non potrebbe essere espulso. La sentenza della Cassazione, pubblicata qualche giorno fa, spiega che la legge che prevede l’espulsione “per motivi di ordine e sicurezza interna non è applicabile alle ipotesi in cui il soggetto, se ricondotto nel paese di origine, corra serio rischio di essere sottoposto alla pena di morte (…) o a trattamenti inumani o degradanti”. Sarebbe il caso di Haruna, che in Nigeria rischierebbe la pena capitale.

Roversi MG.