Home Tempi Postmoderni Helsinki sotterranea: la nuova frontiera delle città nel sottosuolo

Helsinki sotterranea: la nuova frontiera delle città nel sottosuolo

Era stato presentato nel 2011 a Helsinki, il progetto di una intera città sotterranea, con strade, edifici, scuole, negozi, strutture sportive, una metropolitana (chiamata “Pisara“, “goccia” in finlandese, in virtù della sua forma), e collegamenti diretti con l’aeroporto, per un volume complessivo di nove milioni di metri cubi, da realizzarsi entro il 2020.

In grado di ospitare 600000 persone, ovvero l’intera popolazione della capitale finlandese, questo labirinto di 400 tunnel è costruito a una profondità che va dai 20 agli 80 metri sotto il livello del mare.

In Scandinavia, quella di costruire sottoterra è un’abitudine consolidata, infatti la costruzione di questa metropoli scavata nella roccia in ebbe inizio già negli anni sessanta, in piena Guerra Fredda, a protezione della popolazione dalla minaccia russa.

Guarda caso proprio quest’anno, la Finlandia celebra il centenario dell’indipendenza dall’ex Unione Sovietica.

Sebbene la posizione ufficiale sia che il progetto risponde alla necessità di decongestionare il traffico e la densità della città, “queste infrastrutture possono essere utilizzate come rifugi umani“, nel caso vi sia un conflitto: “Se fuori di qui cadesse una bomba, sotto questo strato di roccia non ce ne accorgeremmo“, aveva detto anzitempo un anonimo funzionario.

Negli ultimi 10 anni la situazione – parlando delle persistenti tensioni con la Russiaè diventata preoccupante“, ha ammesso il ministro degli Esteri danese Anders Samuelsen mercoledì scorso, durante il vertice del Consiglio nordico.

E’ per questa ragione, dunque, che buona parte degli edifici di Helsinki già possiede il proprio bunker.

MDM