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“Più soldi e sigarette” Prefettura contro la protesta dei migranti: revocate sette misure accoglienza

La Prefettura di La Spezia ha utilizzato il pugno di ferro contro alcuni immigrati ospitati in un centro accoglienza locale che si sono lamentati ed hanno organizzato proteste violente per avere i soldi del pocket money (2.5 euro al giorno) e sigarette.

I fatti sono avvenuti qualche giorno fa nella struttura di Via Spallanzani 22 a La Spezia, gestita dalla società «Le case di Camilla».
I sette richiedenti asilo coinvolti avevano organizzato il 31 ottobre dei veri tumulti per strada per ottenere la carta di identità, la tessera sanitaria plastificata (necessaria per acquistare le sigarette al distributore) e l’erogazione dei cosiddetti pocket-money, lamentando anche dei ritardi nella consegna della somma di denaro che la legge riconosce agli ospiti in attesa di definizione dello status, che sono, appunto, 2.5 euro al giorno erogati ogni mese.

La protesta però era stata ‘troppo sopra le righe’ per la Procura. O avrebbero ottenuto quello che volevano, oppure non avrebbero frequentato i corsi di italiano. Non solo, i sette soggetti coinvolti hanno aggredito uno dei richiedenti asilo che ha rifiutato di protestare. Nell’appartamento del centro accoglienza è scoppiata la rissa: botte, sangue, e sono intervenuti i carabinieri e la polizia chiamati proprio dai condomini, esasperati, che da tempo lamentavano disordini e rumore.
La prefettura ha quindi emesso la revoca della misura d’accoglienza nei confronti dei sette profughi più rumorosi e ‘teste calde’. I sette sono stati allontanati e portati temporaneamente in questura.

Roversi MG.