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Testata all’inviato di Nemo: Roberto Spada fermato dai Carabinieri

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Roberto Spada

Dopo il terribile atto violento ripreso dalle telecamere, è arrivato il fermo per Roberto Spada. Il protagonista dell’aggressione, compiuta con una testata e successive sprangate, ai danni di una troupe del programma Rai ‘Nemo – Nessuno Escluso’, è stato fermato in seguito alla decisione della Procura di emettere un decreto di fermo: Spada è accusato di violenza privata aggravata dal metodo mafioso (con l’aggravante dei futili motivi), in linea con quanto previsto dalla legge 203 del 1991, art. 7; a incastrarlo vi è un video nel quale l’intero attacco, a causa del quale il reporter Daniele Piervincenzi ha riportato la frattura del setto nasale, viene ripreso dal cameraman mostrando alcune delle tipiche modalità dell’intimidazione del controllo del territorio, atteggiamenti ascrivibili alla criminalità organizzata di stampo mafioso.

 

I carabinieri della compagnia investigativa di Ostia lo hanno prelevato, mentre alcune persone gridavano dai vicini balconi affacciati sulla strada rivolgendosi ai giornalisti, ‘vergognatevi’, e portato in caserma per poi essere trasferito nel carcere di Regina Coeli. Sulla vicenda è intervenuto il ministro dell’Interno Marco Minniti il quale, ringraziando la Procura della Repubblica di Roma e l’Arma dei carabinieri ha dichiarato che il fermo è la chiara “dimostrazione che in Italia non esistono zone franche”. Un reato commesso davanti a una telecamera che, ha sottolineato il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti, “ha sconvolto un po’ tutti”; è positivo, ha aggiunto, “che si sia dato un segnale immediato. Ciò è importante anche per ribadire che in questo Paese, nè tanto meno in un territorio bello e martoriato come Ostia, non esistono zone franche“. Sul fermo è intervenuto anche il gruppo di Casapound: il vicepreisdente Simone Di Stefano ha sottolineato, nel corso di una conferenza stampa, “le forze dell’ordine e la magistratura si occupano degli atti criminosi, non la politica. Quello di Roberto Spada è stato un atto criminale e quindi come tale va perseguito”.

 

Il lavoro delle autorità non si ferma, cercando di identificare un complice di Spada che sarebbe coinvolto nell’aggressione avvenuta due giorni fa ai danni dei due giornalisti della Rai e che, stando alle testimonianze raccolte, guardava le spalle a Spada anche durante il pestaggio. Inoltre almeno una decina di persone erano presenti in strada durante l’aggressione: nessuno è intervenuto ma anzi alcuni dei presenti avrebbero lanciato insulti ed imprecazioni contro i giornalisti. Per domani si attende la convalida del fermo al gip chiesta dai pm Ilaria Calò e Giovanni Musaro. (foto Ansa)

D. O.