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Nassirya, 14 anni dopo. L’Italia e gli italiani ricordano i 19 eroi massacrati in Iraq

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Fu a Nassirya, 12 novembre 2003, ore 10:40, il massacro di 19 italiani, 28 morti in totale.
Nella base italiana in Iraq, un camion cisterna con circa 300 kg di tritolo e liquido infiammabile si scagliò sull’ingresso della base Multinational Specialized Unit dove ci sono i carabinieri in missione. Avrebbero dovuto tornare a casa dopo poco, invece è stata una strage: il tritolo salta in aria assieme al deposito elle munizioni. Muoiono 28 persone, 19 italiani. Il carabiniere Andrea Filippa, guardia all’ingresso, riuscì ad uccidere i due attentatori suicidi. Sparando sui due alla guida del camion, la vettura carica di esplosivo non entrò all’interno della caserma ma esplose all’entrata: col suo gesto, Filippa evitò che la strage fosse di proporzioni ancora maggiori.

Numerose le commemorazioni fatte in Italia oggi a ricordo della strage dei carabinieri che si trovavano in missione in Iraq nella Missione di Pace ‘Antica Babilonia’, ammazzati da terroristi.
Di seguito, in memoria, i nomi delle vittime di quel terribile attentato ancora oggi vivo nella nostra memoria.

I civili:

Marco Beci, cooperatore internazionale

Stefano Rolla, regista

I carabinieri:

Massimiliano Bruno, maresciallo aiutante, Medaglia d’Oro di Benemerito della cultura e dell’arte

Giovanni Cavallaro, sottotenente

Giuseppe Coletta, brigadiere

Andrea Filippa, appuntato

Enzo Fregosi, maresciallo luogotenente

Daniele Ghione, maresciallo capo

Horacio Majorana, appuntato

Ivan Ghitti, brigadiere

Domenico Intravaia, vice brigadiere

Filippo Merlino, sottotenente

Alfio Ragazzi, maresciallo aiutante, Medaglia d’Oro di Benemerito della cultura e dell’arte

Alfonso Trincone, Maresciallo aiutante

I militari dell’esercito:

Massimo Ficuciello, capitano

Silvio Olla, maresciallo capo

Alessandro Carrisi, primo caporal maggiore

Emanuele Ferraro, caporal maggiore capo scelto

Pietro Petrucci, caporal maggiore