Home Tempi Postmoderni Scienze Scoperto corpo fossilizzato di un leone delle caverne, ha 50mila anni

Scoperto corpo fossilizzato di un leone delle caverne, ha 50mila anni

leone delle caverne fossile
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Scoperta che ha davvero dell’incredibile quella effettuata in Russia dove gli scienziati hanno riportato alla luce un fossile estremamente importante. Si tratta del corpo, in perfetto stato di conservazione, di un cucciolo di leone delle caverne, specie ormai estinta il cui fossile risalirebbe a ben 50mila anni fa. Il felino di grandi dimensioni, aveva un aspetto molto simile ai leoni afro-eurasiatici della nostra epoca. Il corpo del cucciolo di leone delle caverne è stato trovato nella zona di Yakutsk, capitale della regione più fredda della russia, la repubblica di Sakha, dove già due anni fa erano stati rinvenuti fossili della stessa specie: la scoperta, nello specifico, è avvenuta sulle rive del fiume Tirekhtykh, nel distretto Abysky. La carcassa dell’animale, a prima vista irriconoscibile, è stata notata da un residente, Boris Berezhnov, dopo un calo dei livelli di acqua nel fiume. In precedenza si pensava che i leoni delle grotte avessero vissuto sulla Terra 12mila anni fa ma nuove ricerche, compreso il recente ritrovamento, indicano che questa specie risalirebbe ad un periodo compreso tra 39mila e 57mila anni fa.

La particolarità del ritrovamento è legata al fatto che il cucciolo ha ancora il corpo perfettamente riconoscibile, compresi gli arti, poichè si è conservato nel permafrost siberiano che ne ha preservato le caratteristiche. Il dottor Albert Protopopov, esperto dell’accadamia regionale delle scienze, ha confermato che l’analisi della dentatura permetterà di datare con precisione il fossile e capire quale fosse la sua età, indicativamente tra le sei e le otto settimane, quando è morto. Le cause del decesso restano invece sconociute. Gli scienziati sono entusiasti di questo tipo di ritrovamenti: la speranza infatti è quella di riuscire a risalire al Dna dei fossili di specie ormai estinte, per poterle clonare e, di fatto, riportare in vita. Due anni fa, dopo il ritrovamento di Uyan e Dina, questo non era stato possibile poichè il Dna era stato dichiarato ‘in condizioni terribili’. Il nuovo fossile permetterà inoltre di aggiungere nuovi tasselli alle cause della loro estinzione.

Daniele Orlandi