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Marzabotto: saluto romano dopo il gol nel paese trafitto dall’eccidio fascista

Domenica di calcio in provincia, in campo si gioca una partita valevole per la seconda categoria: il Marzabotto ospita il 65 Futa. Le due squadre danno vita ad un match combattuto, in bilico fino ai minuti finali quando, un attaccante del 65 Futa mette a segno il gol del sorpasso. Per i tifosi di casa la delusione per il risultato, però, viene subito scalzata dalla rabbia per un’esultanza che offende la memoria dell’intero paese in provincia di Bologna: il giocatore avversario si toglie la maglia per mostrare una t-shirt che teneva celata sotto raffigurante la bandiera tricolore e lo stemma della repubblica sociale italiana, quindi si ferma sotto la curva ed effettua il saluto romano.

Immancabile la polemica nel post partita, il gesto dell’attaccante è in linea con quello della curva laziale ( le figurine che raffiguravano Anna Frank in maglia giallorossa) di qualche settimana fa, ma in questo caso offende in modo diretto la memoria di chi contro il fascismo ha lottato e perso la vita: nel 1944, infatti, le campagna attorno a Marzabotto furono teatro di uno dei più grandi crimini dell’epoca fascista, l’eccidio di Monte Sole. Terrorizzati dall’avanzata delle truppe nazi-fasciste, gli abitanti di Casaglia (frazione di Marzabotto) si rifugiarono in chiesa, ma vennero trovati e trucidati senza pietà. Le vittime di quella azione furono 197 di cui 52 erano solamente bambini.

In un contesto sociale come questo, il gesto del calciatore non può essere semplicemente archiviato come una “ragazzata” ed è per questo motivo che il sindaco del paese romagnolo, Romano Franchi, ha denunciato pubblicamente il fatto affinché un simile episodio non si ripeta più: “La nostra comunità ha sofferto tanto a causa del nazi-fascismo, questo atto ingiustificabile è stato premeditato. L’amministrazione comunale procederà per vie legali per chiedere l’applicazione delle leggi esistenti che puniscono il reato di apologia di fascismo. Chiediamo anche alla Federazione Gioco Calcio di prendere immediate misure nei confronti della società 65 Futa che prevedano l’allontanamento del giocatore dai campi di calcio”.

La richiesta del sindaco è stata soddisfatta immediatamente dai vertici della società calcistica 65 Futa che ha immediatamente provveduto a squalificare e multare il colpevole, specificando che nessuno all’interno del gruppo era a conoscenza delle intenzioni del tesserato: “In seguito ai gravi fatti accaduti ieri nella partita Marzabotto-Futa65, in cui un nostro tesserato si è reso protagonista di gesti che vanno oltre le regole dello sport, la società Futa 65 comunica che non era a conoscenza della maglia indossata dal ragazzo, e che nel caso un qualsiasi giocatore o dirigente l’avesse vista ovviamente avrebbe impedito categoricamente di indossarla”.

F.S.