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A un anno dal Bataclan la Francia dice stop a carcere duro per Abdeslam: “Potrebbe uccidersi”

Finisce qui l’isolamento visivo di Salah Abdeslam, uno dei terroristi della strage di Parigi avvenuta un anno fa, il 13 novembre del 2015, che ha fatto più di 130 morti e centinaia di feriti.
L’unico rimasto vivo del commando omicida e suicida che quella notte diffuse il terrore a Parigi e in tutta l’Europa, Abdeslam, si trova in carcere in una condizione di isolamento, nella prigione di Fleury-Mérogis, a sud di Parigi, in attesa del processo.

Ma le condizioni di carcere sono troppo dure secondo le autorità francesi, che ora temono che Salah Abdeslam possa amazzarsi e quindi hanno deciso di ammorbidire il pugno di ferro. E’ stato quindi interrotto l’isolamento visivo e sonoro. L’uomo era isolato anche dal punto di vista visivo con un pannello di plexiglass che oscurava la vista della finestra della sua cella, un pannello di 10 metri quadrati. E’ stato anche rimosso il vetro che lo serbava dai visitatori, nel parlatorio.

Le misure di sorveglianza restano le stesse: controllo 24 ore su 24 e presenza di sei agenti fuori dalla cella.
Abdeslam si è chiuso nel mutismo da mesi, come dice Le Figaro è diventato un maniaco dell’igiene, passa intere giornate a pulire la cella, addirittura gli alimenti. Ha ricevuto le lettere di alcuni sostenitori anonimi, e gli avrebbero anche permesso di rispondere.

Roversi MG.