Home Sport La Cassazione respinge il ricorso: “Pantani si è suicidato”

La Cassazione respinge il ricorso: “Pantani si è suicidato”

Con il verdetto emesso oggi dalla Cassazione si chiude definitivamente l’indagine sulla morte dell’amatissimo scalatore della ‘Mercatone UnoMarco Pantani. La Corte di Cassazione ha infatti giudicato legittimo il verdetto presentato dal Gip di Rimini nel 2016 e la conseguente chiusura delle indagini.

Marco Pantani è morto nel febbraio del 2004 dentro una camera del residence ‘Le Rose‘ di Rimini a causa di un overdose di cocaina. Non essendo presenti segni di effrazione o prove che dimostrassero la presenza di altre persone nella stanza, la procura di Rimini concluse l’inchiesta sostenendo che si trattasse di un suicidio. Questa ipotesi, però, non è stata mai accettata dai genitori del “Pirata” che hanno più volte richiesto la riapertura delle indagini sostenendo che il figlio fosse stato costretto da qualcuno di ignoto ad assumere quello sconsiderato quantitativo di cocaina.

Nel 2014 i genitori di Pantani sono riusciti a fare riaprire l’inchiesta , ma anche in questo caso si arrivò all’archiviazione poiché le prove del presunto coinvolgimento di terzi erano insufficienti e l’ipotesi di un omicidio ritenute inammissibili. Anche in questo caso i legali della famiglia Pantani non si sono dati per vinti ed hanno provato un ultimo ricorso. Il verdetto sul ricorso alla Cassazione, presentato in udienza lo scorso 19 settembre, spegne le residue speranze dei genitori del ciclista: il magistrato ritiene che la decisione di archiviare le indagini presa dal Gip di Rimini sia legittima, poiché le prove a disposizione dimostrano che Pantani era da solo nella stanza ed era impossibile ad altri accedervi, pertanto la sua morte è stata causata: “Da una accidentale, eccessiva, ingestione volontaria di cocaina precedentemente acquistata”.