Home Televisione Lo scherzo delle “Iene”: Marco Travaglio e il figlio a Mediaset

Lo scherzo delle “Iene”: Marco Travaglio e il figlio a Mediaset

Ed è andato comunque in onda. Marco Travaglio ne ha dette delle belle sulla Mediaset, e sui vertici dell’azienda durante lo scherzo delle “Iene”, ma l’azienda televisiva fondata da Silvio Berlusconi (nemico numero uno di Marco Travaglio) ha permesso comunque alla redazione delle Iene di mandare in onda lo scherzo.

A Marco Travaglio, noto giornalista sin da sempre antiberlusconiano, è stato fatto credere durante uno scherzo architettato nei minimi dettagli, che il figlio Alessandro, complice, volesse partecipare come concorrente all’edizione in corso del Grande Fratello VIP.

Il giornalista ha iniziato subito, ignaro delle telecamere nascoste della redazione delle “Iene”, ha dire la sua sul programma:

“Il Grande Fratello non è una trasmissione di artisti, è una trasmissione di sfigati morti di fama, che non hanno più fama e cercano di recuperarla mettendo in piazza le loro mutande, le loro scoregge, le loro scopate. E’ un programma osceno. Se tu pensi che ti abbiano invitato perché sei un artista, ti deludi, ti hanno invitato perché sei figlio mio (…) Non farai il tuo lavoro, farai il cog*ione in mezzo a un branco di cog*ioni, di sfigati. Quel programma emette puzza anche dal video, si sentono le puzze. Non voglio essere minimamente coinvolto in questa cosa, io non esisto per Mediaset, tanto meno per quei programmi di merd*”

Il figlio Alessandro (rapper in arte “Trava”) aveva preparato in concomitanza con la redazione delle “Iene” tutte le frasi giuste per far andare in incandescenza il direttore de “Il Fatto Quotidiano” il quale, però scoprendo che il figlio aveva già firmato un contratto da soli tremila euro per un mese e con una onerosa penale in caso di rescissione, mantiene la calma, senza usare però freni alle parole:

“Non hai idea di quello che io sento nei loro confronti, è gente che ha cercato di rovinarmi. Io vado lì da loro? Ma io li schifo, gli sputo in faccia, io se li incontro per strada li stiro con la macchina (…) Hanno cercato di rovinarmi la vita, di stroncarmi la carriera, mi hanno denunciato, hanno cercato di rovinare la nostra famiglia, mi sono fatto quaranta cause contro Fininvest e Mediaset (…) Loro sono in guerra con me da vent’anni, sono il mio nemico numero uno, non c’è nessun punto di incontro, io sono il diavolo e loro l’acqua santa o viceversa”

Lo scherzo si è concluso tra le risate del giornalista e del figlio.

Stefano Vilardo