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Papa Francesco contro l’accanimento terapeutico: “Lecito sospendere le cure se non proporzionali”

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Nel testo del messaggio che Papa Francesco ha letto al convegno sul “fine vita” si legge: “Oggi è anche possibile protrarre la vita in condizioni che in passato non si potevano neanche immaginare. Gli interventi sul corpo umano diventano sempre più efficaci, ma non sempre sono risolutivi: possono sostenere funzioni biologiche divenute insufficienti, o addirittura sostituirle, ma questo non equivale a promuovere la salute”. Il pontefice aggiunge poi come sia “moralmente lecito rinunciare all’applicazione di mezzi terapeutici, o sospenderli, quando il loro impiego non corrisponde a quel criterio etico e umanistico che verrà in seguito definito proporzionalità delle cure“.

Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Cascioni, promotore del Congresso mondiale per la libertà di ricerca e della campagna ‘Eutanasia legale‘, ha commentato così le parole di Papa Francesco: “Bene l’apertura del Pontefice. Riteniamo che non vi sia differenza morale tra consentire a un malato terminale di morire sospendendo terapie vitali oppure attraverso un intervento attivo che permetta di accorciare la propria agonia. L’unica persona che può decidere quale sia il momento in cui le cure vanno abbandonate è il malato stesso”.

Anche Claudia Bastianelli, coordinatrice nazionale Socialdem, ha commentato con entusiasmo le parole del pontefice: “Le parole pronunciate da Papa Francesco circa l’accanimento terapeutico e la possibilità di ciascun malato di autodeterminarsi dovrebbero essere l’input che ci è mancato in questi mesi per approvare in via definitiva la legge sul testamento biologico ferma al Senato“.

Mario Barba