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Mario Biondo: dopo 4 anni il caso non è ancora stato risolto

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Mario Biondo, aveva conosciuto Raquel Sanchez Silva in Honduras, durante l’edizione spagnola del reality”Supervivientes”. I due si sono sposati in un matrimonio da favola a Taormina, in Sicilia, nella terra di Mario. Nel tragico maggio del 2013 il dramma.  Mario fu ritrovato  ,morto, appeso(?) ad una libreria. Dopo il rinvenimento del cadavere del cameraman le autorità iberiche, hanno chiuso il caso in poche settimane archiviandolo come suicidio. Tutto questo il 16 luglio 2013, un mese e mezzo dopo il ritrovamento del corpo del ragazzo di Palermo.

I medici spagnoli si sono affidati solamente alla relazione medico-legale, che in molti punti, ha delle incongruenze. La famiglia, in Italia, non ha mai mollato. Le foto di Mario, sono in mano a mamma Santina e a papà Pippo. Dagli scatti, sembra difficile credere che Mario si sia suicidato. Nel nostro paese è stato aperto subito un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo: la posizione del corpo di Mario, la ferita alla testa, all’altezza della tempia, il nodo anomalo del foulard, sono tutti elementi che supportano la tesi dell’omicidio volontario, che la difesa della famiglia ha sostenuto attraverso la consulenza in fisica forense di Corrado Cugno Garrano.

Noi,abbiamo voluto riparlare di questo caso, perchè non bisogna mai arrendersi a nulla. Perchè volgiamo conoscere la verità. Capire cosa sia successo veramente quella notte in Spagna, a Madrid, in quel tragico 30 Maggio 2013. Mario è morto troppo presto. A 30 anni.  era un giovane e stimato professionista  di Palermo, sposato da poco e trasferitosi a Madrid, per seguire la moglie, una giornalista e soubrette spagnola. 

Mamma Santina e papà Pippo, insieme ai fratelli Emanuela ed Andrea, da sempre hanno sostenuta fermamente  che il giovane non si è ucciso. Mario, non aveva nessun motivo per farlo.

In quel periodo, stava per firmare un importante contratto di lavoro e aveva grandi progetti per il futuro, tra questi c’era anche un figlio in previsione.

Tempo fa, mamma Santina, sempre coraggiosa, in una delle sue tante interviste dichiarò: “Mio figlio è stato colpito sull’arcata sopraccigliare e sulla tempia sinistra, lo hanno stordito, strangolato e molte ore dopo appeso. Non abbiamo mai creduto che si sia tolto la vita. In quella casa non c’è la scena di un suicidio ma la messa in scena di un omicidio. E’ un suicidio impossibile. Immaginate una persona di 80 kg che prova a strattonare per soffocarsi con una pashmina di seta. E poi c’è un solco profondissimo al collo”

Michele D’Agostino