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“Ero sicuro fossero tutti morti”, ma a 102 ritrova un pezzo di famiglia

La storia di Eliahu Pietruszka ha davvero dell’incredibile ed oggi, a 102 anni, si arricchisce di una pagina che la rende meno amara. Nel 1939 in Polonia (sua terra natia) era cominciata la persecuzione nazista ma lui è riuscito a mettersi in salvo scappando da Varsavia poco prima che i militari tedeschi deportassero la sua famiglia.

Mentre Eliahu (all’epoca dei fatti ancora ventiquattrenne) era in viaggio verso l’Unione Sovietica, la sua intera famiglia: padre, madre ed i fratelli gemelli Volf e Zelig viene deportata dal ghetto di Varsavia in un campo di sterminio. Durante il trasporto Volf riesce a scappare e mettersi in salvo nell’Unione Sovietica. Durante la guerra, i due fratelli Pietruszka si tengono in contatto tramite corrispondenza, ma quando Volf viene mandato in un campo di confino in Siberia, Eliahu è convinto di averlo perso e si decide a trasferirsi in Israele per ricominciare la sua vita.

Per 80 anni Eliahu è stato sicuro di essere l’unico sopravvissuto alla Shoah della sua famiglia, ma un paio di settimane fa il lavoro di ricostruzione dell’albero genealogico effettuato da un suo lontano parente residente in Canada ha portato ad una scoperta sensazionale: Volf non era morto durante il confino in Siberia, ma si era stabilito in RussiaMagnitogorsk, una città industriale nei Monti Urali.

Il parente canadese si è messo in contatto con Shakhar Smorodinsky (nipote di Eliahu) per comunicargli la scoperta, così questo ha subito provveduto a rintracciare il prozio perduto, scoprendo che era morto nel 2011, ma che il figlio Alexandre era desioso di conoscere lo zio mai conosciuto. I due si sono incontrati nella casa di riposo dove si trova Eliahu e prima di parlare si sono abbracciati a lungo, lasciandosi andare alle lacrime di gioia. In seguito all’incontro con Alexandre, Eliahu ha dichiarato: “Mi rende così felice che almeno una parte di mio fratello sia qui, questo è suo figlio. Dopo tanti anni mi è stato concesso il privilegio di incontrarlo. Nel mio cuore ho sempre sentito che Volf non era più vivo”.