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Autista dà una lezione di educazione civica ad un bullo – Video

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Si parla spesso di come le nuove generazioni abbiano perso il rispetto per aspetti della vita basilari come le regole di comportamento in luogo pubblico. Il classico senso di ribellione dei ragazzi li porta spesso a valicare il limite ed il fenomeno social che premia le bravate con la “Notorietà” non fa altro che alimentare questa “Disobbedienza” civile.

L’analisi sommaria di questo fenomeno può portare a facili soluzioni e ad interpretazioni errate. Di recente il leader leghista Matteo Salvini ha pubblicato un video su Facebook in cui un autista redarguisce un giovane passeggero per il volume troppo alto della musica. Nel corso del breve filmato si vede l’uomo che spiega al ragazzo che ci sono delle regole di comportamento che vanno seguite e che, sebbene comprenda che il suo comportamento è frutto della sua giovane età, si è visto costretto a dargli una lezione che gli serva per capire che la sua libertà finisce dove comincia quella degli altri.

L’adolescente controbatte e cerca di farsi ragione, ma quando comprende che l’autista non gli permetterà di ascoltare la musica comincia ad ironizzare sulla situazione e a provocarlo. Questo, senza dare troppo peso alle sue parole, lo lascia sfogare e torna a guidare. In pratica si tratta di una semplice bravata punita con rigore dall’adulto esasperato dal volume della musica, ma che non ha nulla a che vedere con mancanza generica di educazione o con un problema sociale.

Salvini, però, dopo aver applaudito il savoir faire dell’autista, la butta sul sociale utilizzando il filmato per una domanda generica sul sistema educativo: “Applausi a questo autista, alla sua calma e alla sua intelligenza. Introdurre in tutte le scuole qualche ora di educazione civica e ambientale farebbe bene ai nostri ragazzi, siete d’accordo?”. La domanda del leader leghista porta ad una serie inquietante di risposte tra le quali questa è quella che più fa inorridire: “SERVIZIO DI LEVA IMMEDIATAMENTE, sia per stronzetti che per troiette: sveglia alle 7.00, appello, tutti in riga, guai a chi fiata”.