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“Io, violentata dal nonno a 13 anni. Ne ho 22 e mio nonno è ancora libero: Stato, dove sei?” 

Una testimonianza struggente quella di una ragazza che oggi ha 22 anni e che ha denunciato il nonno per violenza sessuale ma che, ancora oggi, non ha avuto giustizia.
La ragazzina all’età di 13 anni era affidata al nonno, che poi l’ha tradita, violentandola e abusando di lei, rovinandole così l’intera infanzia e la vita. Già, la vita: a 22 anni la giovane ancora non ha avuto giustizia.

Un reportage de Le Iene, condotto da Matteo Viviani e Gaston Zama, racconta la sua storia e raccoglie la sua testimonianza terribile.
“È difficile, è difficile vivere. Non avrò più indietro nulla, mi è stata tolta la vita. Se un uomo mi sfiora per strada io vado nel panico” racconta la 22enne. Che poi affronta il tema dello stupro subito dal nonno, ma soprattutto parla del terribile sospetto che la sua famiglia sappia e non abbia voluto fare nulla. “Lui finisce e io me ne vado piangendo. Dietro quella porta c’era il resto della mia famiglia, mi vedono piangere e nessuno mi ha detto nulla. Sono andata via e nessuno mi ha fermata. Sono sicuro che tutti mi abbiano sentito” ha dichiarato. “A casa avevo perdite di sangue, l’ho nascosto come fosse il ciclo. Non ne ho mai parlato con nessun altro, mi vergognavo. Mio nonno il giorno dopo mi ha chiamato come nulla fosse. Io mettevo in dubbio che fosse accaduto”.

Finché succede di nuovo, e di nuovo, per anni. Quando la ragazza parlò con suo padre, lui non le credette. Ma poi i genitori vanno con lei in questura per denunciarlo.
Il calvario inizia nel 2011: anche in Tribunale, il nonno le mette pressione. Viene condannato in primo grado, fa ricorso in appello, condannato anche lì. Ma poi si va in Cassazione. E salta fuori l’intoppo: un vizio di forma, mancava la firma di un giudice.
Dopo sette anni il nonno è sempre rimasto libero: non ha ordini di restrizione. “Posso incontrarlo ovunque, sempre, questa è la legge italiana” commenta lei.

Roversi MG.