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Dichiarò di “aver sognato” il sequesto di Sarah Scazzi: condannato il fioraio che aveva ritrattato la sua deposizione

 

 

 

 

 

Aveva raccontato di aver visto la piccola Sarah Scazzi che veniva portata via dai suoi parenti, condendo il discorso con molti particolari, per poi ritrattare tutto soltanto due giorni dopo asserendo che si era trattato di “un sogno”. Il fioraio Giovanni Buccolieri è stato condannato per questo a scontare due anni e otto mesi di carcere, contro i 4 anni richiesti dal PM che ha messo in luce come la condotta di Buccolieri abbia ostacolato le indagini.

La motivazione della condanna è proprio questa: quella di aver mentito agli investigatori ritrattando la versione dei fatti precedentemente fornita. Anche Michele Galasso, amico del condannato, è stato a sua volta condannato a due anni di reclusione. La sua colpa è stata quella di essersi accordato telefonicamente con il Buccolieri, con il quale ha concordato la debolissima “versione del sogno” da rivelare alle Forze dell’Ordine.

Otto mesi dopo il delitto (aprile 2011) Buccolieri raccontò ciò che aveva visto: Sarah fu prelevata in strada dall’automobile di Cosima Serrano, che minacciò anche fisicamente la nipote. Buccolieri era certo- tanto da riferirlo agli inquirenti- che sul sedile posteriore dell’auto, al momento della salita di Sarah, ci fosse anche una seconda persona (una sagoma femminile con i capelli legati) probabilmente da identificare con la figlia Sabrina.

Nessuno ha mai creduto alla ritrattazione di Buccolieri, ed anche la Corte di Cassazione ha confermato nel processo del febbraio 2017 che non si trattò affatto di un sogno. A nulla è valsa la memoria difensiva di due pagine fatta depositare dal fioraio ed in cui si legge che l’uomo si è fatto suggestionare dall’attenzione data all’omicidio da giornali e televisioni. La sentenza è stata pronunciata dal Giudice monocratico Elvia di Roma e nel corso del processo l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Maria Mento