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“Dio non ha un genere”, la Chiesa di Svezia abolisce il maschile

Antje Jackelen
Antje Jackelen

Non ci riferirà più a Dio parlandone al maschile. E’ la particolare decisione presa dall’arcivescova della Chiesa di Svezia Antje Jackelen, la quale ha ritenuto opportuno spronare i fedeli della sua diocesi ad utilizzare un linguaggio neutro nel riferirsi a Dio.

 

Questo perchè, a suo dire, la divinità non è è donna ma nepppure uomo e dunque non sarebbe corretto utilizzare la forma maschile: “Dio – ha sottolineato la Jackelen parlando con un’agenzia di stampa svedese – va al di là del concetto di genere, Dio non è umano”. Una rivoluzione del linguaggio anche nel mondo ecclesiastico, dunque, eliminando i vari ‘Egli’e ‘Signore’ e sostituendoli con una terminologia più neutra che non faccia esplicito riferimento al sesso. Ma il ‘provvedimento’ ha scatenato non poche reazioni polemiche, su tutte quella di Christen Pahlmblad, docente di teologia all’università di Lund, il quale ha sottolineato che in tal modo viene minacciata “la dottrina della Trinità e il senso di comunità con altre chiese cristiane”, aggiungendo che “non è una bella cosa se la Chiesa di Svezia non rispetta il patrimonio teologico che abbiamo in comune”.

 

Da sottolineare che questa decisione è stata presa in un paese che, in particolar modo per quanto riguarda termini e linguaggio utilizzatti, è capofila nella difesa della parità di genere. Difficile dimenticare l’introduzione di alcuni anni fa, nel dizionario ufficiale di lingua svedese, del pronome privo di genere ‘hen’, che è andato ad affiancare han e hon, rispettivamente maschile e femminile e che fa riferimento ad una persona transgender o il cui genere è sconosciuto.

Daniele Orlandi