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Nota azienda della moda sotto accusa: H&M avrebbe bruciato negli anni tonnellate di abiti invenduti

 

 

 

 

 

 

H&M, la nota azienda di abbigliamento svedese cha ha impiantato numerosi punti vendita anche in Italia, già da qualche mese è finita nell’occhio del ciclone a causa di un’accusa che ha dell’incredibile: l’azienda si sarebbe sbarazzata, nel corso degli scorsi anni, di circa 60 tonnellate di vestiti rimasti invenduti ed in utilizzabili. Come? Gli abiti sarebbero stati bruciare.

Le indagini sono partite dopo un’inchiesta portata avanti dal programma televisivo “Operation X”, che è riuscito a raggiungere una società di smaltimento dei rifiuti, la Kara/Noveren. Dal 2013 la società si occuperebbe di mandare alla distruzione anche i capi inviati da H&M.

I referenti di H&M, naturalmente, si sono difesi ricusando tutte le accuse che sono state mosse all’azienda. Anzi, come rivelato da alcuni portavoce, non soltanto le accuse sarebbero false ma riguarderebbero abiti che effettivamente sono stati distrutti, per motivi però diversi da quelli addotti: si tratta di abiti che andavano distrutti per prassi in quanto contenenti sostanze chimiche dannose e non conformi per legge.

Le analisi che sono state fatte comparando alcuni abiti tra quelli messi in vendita e tra quelli da distruggere ha, invece, evidenziato che questi ultimi sarebbero conformi a tutte le normative europee emanate in materia. La questione continuerà ad essere sviscerata nelle opportune sedi, ma se quanto messo in luce da queste indagini risultasse vero ne deriverebbe un grave danno d’immagine (con conseguente perdita di credibilità) per un’azienda che si è ufficialmente impegnata in attività riguardante il riciclo del vestiario.

Maria Mento