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Da qui può scoppiare la Terza Guerra Mondiale? Ecco l’ipotesi

Senkaku island
Senkaku island

La Terza Guerra Mondiale potrebbe scoppiare da un gruppo di isole disabitate nel mare Cinese Orientale? Le preoccupazioni, a tal proposito si sono di recente rafforzate, dopo che il Giappone ha manifestato l’intenzione di inviare sull’isola di Ishigaki, parte dell’arcipelago delle Ryukyu, nella prefettura di Okinawa, ben 600 soldati in quello che è considerato dal Paese un vero e proprio avamposto nipponico di monitoraggio di un arcipelago, quello delle isole Senkaku, conteso con la Cina. La particolarità di questo isolotto è legata al fatto che il suo sindaco, Yoshitaka Nakayama amministra un territorio nel quale non può recarsi, quello dell’arcipelago in questione, in virtù del clima tesissimo che qui si respira.

 

Quattro anni fa, infatti, la Cina ha istituito una Zona di identificazione per la difesa aerea nella medesima porzione di cielo, proprio sopra le Senkaku, già monitorata dal Giappone, rivendicando nel contempo la sovranità su queste isole e cambiando anche il loro nome in Diaoyu. Gli analisti, a tal proposito non hanno alcun dubbio: è stato questo il primo passo per lo scoppio di un conflitto mondiale. Basti pensare che, da alcuni anni a questa parte, il governo giapponese attraverso il suo ministero della Difesa, ha spostato le sue attenzioni dalla minaccia nordcoreana alla protezione delle disabitate isole Senkaku, dipendenti dalla più grande isola di Ishigaki distante 170 chilometri da esse. La decisione sull’inviare o meno i soldati sull’isola di Ishigaki sarà presa dai residenti attraverso un referendum, in concomitanza con le elezioni di marzo nel corso delle quali si stabilirà se rinnovare o meno il mandato di primo cittadino a Nakayama.

 

Occorre ricordare che, prima del 2012 il piccolo arcipelago era di proprietà privata ma l’11 settembre il governo centrale nazionalizzò le tre isole principali per scongiurare il rischio che le acquistasse Shintaro Ishintara, governatore di Tokyo. Ad oggi Tokyo punta ad incrementare sull’isola di Ishingaki la presenza di unità della guardia costiera ed inviare un contingente permanente dell’esercito, oltre a potenti sistemi missilistici antinavi; ma anche installare radar, già presenti sull’isola di Yonaguni e ad un presidio maggiore delle isole di Miyako e Amami per far fronte alle crescenti pressioni cinesi in quella che è ormai considerata una questione di importanza nazionale. Con un sindaco, Nakayama, impossibilitato a raggiungere le isole Senkaku su disposizione del governo nazionale, allo scopo di evitare possibili ritorsioni da parte della Cina.

Daniele Orlandi