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Studiosi rivelano la verità sulle misteriose ossa di Yeti trovate sull’Himalaya

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Il dibattito sull’esistenza dello Yeti o l’abominevole uomo delle nevi (una specie di scimmia gigante antropomorfa che vivrebbe sull’Himalaya) potrebbe essere giunta al capolinea. Nel corso dei secoli sono state trovate sulle alture della collina montuosa diverse ossa ed impronte che la popolazione locali ha ritenuto potessero appartenere a questa figura mitologica, i cui avvistamenti sono più lacunosi di quelli del mostro di Loochness.

L’unica prova tangibile dell’esistenza di questa specie mitologica erano appunto delle ossa trovate sulle montagne che nel corso di questi anni sono state analizzate più volte dando riscontri scientifici inconcludenti (anche se gli studi indicavano che c’era un alta probabilità che si trattasse delle ossa di orsi). Volendo dare risposta alle leggende che hanno fatto conoscere in tutto il mondo gli Yeti un gruppo di studiosi dell’Università di Buffalo (USA) hanno analizzato i resti ossei in maniera rigorosa e sono giunti alla conclusione che queste appartengono a specie differenti ma realmente esistenti: alcuna appartenevano a dei cani (probabilmente ai pastori Tibetani) altre all’orso nero asiatico, altre ancora ad esemplari di orso bruno himalayano e orso bruno tibetano.

A parlare del risultato delle ricerche è stata la dottoressa a capo del progetto Charlotte Lindqvist: “I nostri risultati suggeriscono con fermezza che a dare sostegno biologico alla legenda locale dello Yeti siano stati gli orsi locali”. La dottoressa ha quindi aggiunto che i risultati ottenuti (confrontando il dna delle ossa a quello di 23 specie di orsi asiatici) possano servire da sprone ad altri scienziati per svelare misteri simili (come ad esempio quello di Big Foot negli states).

F.S.