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Lecco: i 33 spacciatori profughi rimangono liberi perchè ‘al loro Paese rischiano troppo’

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Gli spacciatori di Lecco? Liberi e felici. I 33 profughi che erano stati colti con droga e strumenti di misurazione nel corso di un blitz nel centro d’accoglienza, il Ferrhotel dove erano tenuti dall’agosto del 2015, avevano hashish e marijuana. 
Sono stati fermati in trenta, fra richiedenti asilo ed irregolari: e poi rilasciati. Infatti hanno richiesto la protezione sussidiaria.

“Ma ora sono stati liberati. Nel caso di diniego dello status di rifugiato, tuttavia, il richiedente asilo può, tuttavia, accedere a due altre possibilità di riserva: la protezione sussidiaria o, in subordine, la protezione umanitaria. Le leggi attuali, insomma, hanno previsto degli efficaci paracadute per garantire la permanenza privilegiata a questi ospiti non sempre meritevoli”, come spiega chiaramente il Corriere di Lecco.

Quindi ora sono liberi.
Il senatore Paolo Arrigoni del Carroccio, che rivolge una interrogazione al ministro Minniti dicendo: “Casi come quello della struttura di Lecco sono l’emblema del fallimento della vergognosa politica dell’accoglienza della sinistra. Su 131 irregolari assistiti dalla struttura, ben 33 sono infatti stati denunciati per spaccio di stupefacenti. Pusher veri e propri che vendevano droga anche a minorenni che frequentavano scuole del circondario. vogliamo che sia resa nota l’attuale posizione dei 33 denunciati sotto il profilo dello stato dalla loro domanda di asilo ed in particolare se sia già stato loro opposto un diniego”.

R.M.G.