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Un gruppo di esperti sostiene che la Nato non è pronta alla guerra moderna

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Quale sarebbe il futuro dell‘occidente e delle nazioni facenti parte della Nato in caso dello scoppio di una guerra mondiale? Usa ed alleati sarebbero pronti a fronteggiare un conflitto su scala mondiale e ribadire il loro ruolo di garanti della pace mondiale? Secondo un gruppo di esperti facenti parte della NGO Globsec, la Nato corre il rischio di giungere impreparata ad uno scenario bellico in continuo cambiamento che non si affida più solamente alla bruta potenza miliare. Pertanto nel rapporto degli esperti si legge come l’alleanza miliare: “Rischia di collassare a causa di un cambio di scenario polito e di uno sviluppo tecnologico che potrebbe alterare le caratteristiche della guerra”.

Secondo il comitato di esperti, dunque, urge che le nazioni facenti parte della Nato operino dei cambiamenti e si rinforzino sia militarmente che tecnologicamente, ma sopratutto che si proceda ad accordi internazionali con forze emergenti ed influenti come la Cina e l’India. Nel report si legge anche che una mossa chiave da adottare è quella di assumere come alleato la Russia (considerata come militarmente avanzata) e affrontare la minaccia rappresentata da paesi emergenti ed aggressivi come la Corea del Nord.

Il punto sottolineato maggiormente è quello di un adattamento tecnologico alla guerra, ma a cosa si riferiscono gli esperti? A primo acchito si potrebbe pensare che si tratti di migliorare tecnologie ibride (droni armati ad esempio) ed in parte è così, ma il riferimento alla tecnologia si configura sopratutto nell’apprendimento di tecniche di cyber guerra, come ad esempio quelle di cui è accusata la Russia nelle elezioni 2016 che hanno condotto all’elezione di Donald Trump, un misto di hacking di alto livello e network di diffusione di ‘Fake news‘ (l’argomento del momento) che puntano a destabilizzare gli avversari dall’interno.