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Atroci abusi ai danni di una piccola bimba di 8 anni in un orfanotrofio

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Un’inchiesta è stata aperta riguardo ad una una suora che ha rotto il braccio di una bimba reagendo alla scoperta che la piccola era stata stuprata da un sacerdote.

Un testimone ha raccontato come la vittima dell’abuso aveva sperato che sarebbe stata protetta dalle suore quando entrò nell’orfanotrofio nel 1970, a soli otto anni, ma, piuttosto che ricevere comprensione, fu chiamata “puttana“, presa e scaraventata contro un muro.

 

Theresa Tolmie-McGrane disse che le fu poi dato un “vero nascondiglio” da un’ altra suora e minacciato di far rompere l’ altro braccio se avesse raccontato dell’accaduto.
La sig.ra Tolmie-McGrane ha rinunciato al suo diritto all’ anonimato in occasione dell’inchiesta scozzese sugli abusi sui minori per raccontare un catalogo di altri abusi durante i suoi 11 anni all’orfanotrofio ‘Smyllum Park di Lanark‘, nel South Lanarkshire, chiuso negli anni ottanta. Si trattava di percosse, umiliazioni, docce gelate e bambini che venivano alimentati forzatamente con cibo non commestibile, si diceva loro di mangiare il vomito e di lavarsi la bocca con il sapone.

Nell’istituto venivano consumate altre atrocità, ma senza dubbio nulla paragonabile all’episodio che vede protagonista un sacerdote che nell’abusare della bimba ha usato parole quali “Ho bisogno che tu sia un soldato di Dio, un piccolo soldatino di Dio“.

Tolmie-McGrane racconta nel dettaglio l’episodio: “La suora entrò nella stanza chiamandomi puttana, poi prese il mio braccio sinistro e mi fece roteare in aria sbattendomi a muro“.

Una seconda suora, presente all’accaduto, portò la bimba in ospedale minacciandola però che se avesse raccontato qualcosa le avrebbe rotto pure l’altro braccio.

La bimba, adesso adulta, lavora come psicologa all’università di Glasgow.

Mario Barba