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Dell’Utri dal carcere: “Mi vogliono morto. E allora decido di farlo di mia volontà…”

La recente decisione del Tribunale di Roma, che ha negato la scarcerazione a Marcello Dell’Utri respingendo così la richiesta formulata dai suoi legali, rischia di diventare il colpo di grazia per il morale dell’ex senatore.

Dell’Utri ha infatti deciso di attuare un’ultima, veemente protesta: il rifiuto totale di medicine e cibo. “Sono pronto a lasciarmi morire in cella”, ha affermato l’ex senatore. “Mi vogliono morto. E allora decido di farlo di mia volontà, adottando lo sciopero della terapia e del vitto”.

Dell’Utri, per mezzo dei suoi avvocati difensori, aveva fatto richiesta di scarcerazione per via delle sue condizioni di salute giunte ormai ad un livello di estrema precarietà. Ma il Tribunale del Riesame ha stabilito che l’ex senatore è in grado di proseguire la sua detenzione all’interno del carcere di Rebibbia.

Dell’Utri, 76 anni, sta scontando una pena di 7 anni per una condanna inflittagli nel 2014: l’ex senatore è afflitto da seri problemi al cuore e da un tumore alla prostata.

La decisione del Tribunale ha lasciato senza parole i familiari dell’ex senatore di Forza Italia: “Non vorremmo che il provvedimento del tribunale avesse ripercussioni psicologiche gravi sul detenuto”, hanno fatto sapere i legali della famiglia. Anche molti amici hanno espresso indignazione, convinti anche che la condanna inflitta a Dell’Utri sia infondata.