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Iraq, l’annuncio: sconfitti in tutto il Paese gli uomini che seminano il terrore nel nome di Allah

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Dopo le insistenti voci che si sono inseguite nei mesi scorsi su un’imminente fine del controllo dell’Isis sull’Iraq– dovuto all’azione delle forze governative sostenute dagli americani-  l’attesissimo annuncio del Primo Ministro iracheno Haidar Al Abdadi è finalmente arrivato. Le forze dell’Isis sono state sconfitte in tutto il Paese. Le parole di Al Abdadi sono state chiare: “Le nostre forze hanno assunto il pieno controllo dei confini con la Siria”. La fine dell’Isis era apparsa più vicina appena qualche settimana fa, ed infatti il 17 novembre era stata liberata la città di Rawa, considerato l’ultimo baluardo dell’Isis in Iraq.

La notizia è stata diffusa dall’emittente curda irachena “Rudaw”. L’annuncio del Presidente è stato dato durante una conferenza disposta dal sindacato dei giornalisti iracheni. Sarebbero ancora in corso, secondo quanto riportato dai media, alcune operazioni volte a liberare definitivamente la regione di Jazeera, posta al confine con la Siria (nell’ovest del Paese). Qui sarebbero ancora presenti gli ultimi brandelli delle milizie dello Stato islamico in Iraq.

Il potere dell’Isis in Iraq durava dal 2014. Nel giugno di quell’anno, infatti, l’Iraq ha perso il controllo sui suoi punti di passaggio strategici, caduti nelle mani degli jihadisti. A luglio dello stesso anno l’Isis ha compiuto la distruzione della moschea di Mosul, ordinando ai cristiani presenti in città di abbandonarla o di pagare la tassa di protezione per rimanervi.

In seguito a queste vicende (e a molti altri misfatti compiuti contemporaneamente in Paesi limitrofi), nell’agosto 2014 l’ex Presidente statunitense Obama ha autorizzato i primi bombardamenti nel nord dell’Iraq, ma questo non ha impedito ai terroristi di continuare a seminare il terrore, di compiere massacri in diversi villaggi (da cui sono state deportate molte donne e ragazzine che sono divenute schiave) e di perseguitare diverse minoranze etniche, tra cui quelle degli yazidi e dei turcomanni.

Maria Mento