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Coppa Italia, Inter-Pordendone 0-0: Davide piegato da Golia solo ai calci di rigore

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Si potrebbe (ab)usare la metafora di Davide contro Golia. Il Pordenone, onesta compagine di Lega Pro, contro la capolista (sia pur a sorpresa) della massima categoria, l’Inter. Ma eviteremo, per questa volta, nonostante sia facile essere banali quando si parla di gioco del pallone e nonostante in questa occasione il riferimento biblico ci starebbe a pennello.

Condizionale d’obbligo, perché dopo 120′ più rigori Davide esce sconfitto, nonostante l’illusione di potercela fare (è arrivata poi la beffa alla lotteria dei rigori, normalmente così democratica con il suo livellare ogni eventuale differenza di valore).

A dirla tutta, sul campo, questa differenza di valore non si è proprio notata. Un coriaceo Pordenone (giusto per proseguire con la terminologia classica, molto luogocomunista) ha tenuto abbondantemente testa all’Inter. Una Inter rimaneggiata, una Inter B. Ma pur sempre una Inter.

Saranno felici dell’exploit i tifosi neroverdi, copiosi e rumorosi sugli spalti di un San Siro non troppo gremito (ma d’altra parte il freddo e l’avversario non rendevano il match troppo appetibile per i tifosi nerazzurri). Felici per aver visto una squadra capace di mettere in difficoltà l’Inter, vicina al gol almeno in un paio di occasioni.

Sarà forse meno felice Spalletti, che dal match di stasera attendeva risposte dai rincalzi, chiamati a fare bene contro un avversario sicuramente alla portata.

A tratti, però, è parso che i nerazzurri prendessero l’impegno sottogamba e così i giocatori chiamati in causa (e specialmente i nuovi innesti per le fasce, fino ad oggi pochissimo impiegati) non hanno esaltato la platea: Karamoh ha messo in mostra una indubbia voglia di fare, abbinata però ad una indisciplina tattica e a una imprecisione sotto porta assolutamente da rivedere; Cancelo s’è messo in luce giusto per un paio di sgroppate e Dalbert ha fatto sì che Nagatomo sembrasse un terzino impeccabile.

Proprio il redivivo Nagatomo è stato il rigorista che ha consentito all’Inter di passare il turno. Uno dei pochi in campo, tra i nerazzurri, a garantire una buona prestazione, assieme a Ranocchia, Skriniar, Gagliardini e il vice Handanovic Padelli (stasera par-rigori come il collega).

Ad ennesima riprova che a fare la differenza in questa Inter è Luciano Spalletti (che se non ha impiegato Cancelo, Dalbert e Karamoh con frequenza, un motivo ce l’avrà).