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Biotestamento, è legge: ma cosa significa? Quali trattamenti sanitari può rifiutare il malato?

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Il 14 dicembre 2017 è una data che verrà ricordata a lungo: questa mattina con 180 voti favorevoli, 71 contrari e 6 astenuti il disegno di legge sul Biotestamento è passato anche al Senato e, dopo otto mesi di lotte e revisioni, diviene legge. Per il governo si tratta di un successo, di un nodo al programma da sciogliere risolto all’ultimo istante, dato che se non fosse stata calendarizzata la votazione entro il 17 dicembre il disegno di legge sarebbe stato accantonato.

La legge sul Biotestamento era stata approvata alla Camera dei deputati lo scorso 17 aprile con 326 voti favorevoli, ma prima di passare al Senato doveva vincere i dubbi dell’opposizione (Lega, Pdl e Udc) e di alcuni membri della maggioranza ancora non del tutto convinti della correttezza di tale provvedimento. L’alleanza tra il PD ed il M5S, però, ha permesso al governo di ottenere la maggioranza e oltrepassare i dubbi degli oppositori.

In cosa consiste la legge sul Biotestamento? Si tratta dell’espressione della volontà di ogni singolo individuo di essere curato o meno nelle fasi finali di una malattia. Tale manifestazione di volontà, che comprende anche la tipologia di cure accettate, può essere fatto o per iscritto o tramite una registrazione audio nelle Dat (Disposizioni anticipate di trattamento). Il testo della legge prevede anche che la nutrizione e l’idratazione vengano considerati come trattamenti medici e che in casi specifici possano essere visti come una forma di accanimento terapeutico.

I punti contestati prima dell’approvazione riguardavano la possibilità di un cambio di volontà del paziente nel periodo della malattia, sopratutto nel caso in cui questo non fosse più in grado di intendere, e la possibilità dei medici di sottrarsi all’applicazione di un Biotestamento perché contrario alla propria etica personale. La legge supera entrambe le asperità, sebbene per i partiti di opposizione con ideali cattolici rimanga una diversa dicitura all’eutanasia.

Per quanto riguarda le modifiche alle Dat, la legge stabilisce che possono essere fatte in qualsiasi momento sia dal paziente che dal fiduciario, ovvero la persona incaricata di far rispettare le volontà del firmatario del Biotestamento. Sull’obiezione di coscienza da parte dei medici, invece, non sono stati posti limiti: il medico è libero di accettare o meno di mettere in pratica le dat del paziente senza ripercussioni. Diverso il discorso per la struttura ospedaliera che, al contrario dei singoli medici, è obbligata a rispettare le volontà del paziente.

F.S.