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Igor il russo, dopo il suo arresto adesso è caccia ai complici nazionali ed internazionali

L’uomo più ricercato d’Italia, Norbert Feher (meglio conosciuto come Igor il russo), è stato catturato in Spagna nella notte tra il 14 ed il 15 dicembre. Dopo mesi di fuga e di presunti suoi avvistamenti in diverse zone del nord Italia, il killer di Budrio era ormai ricercato dagli inquirenti a livello internazionale, e non solo in Spagna: un’altra possibile pista era quella austriaca.

Gli inquirenti si stanno interrogando, adesso, sull’estesa rete di complici che Igor il russo deve aver avuto per consentirsi una fuga dalle autorità così prolungata nel tempo.

Benchè durante il corso di tutte le indagini siano state tenute sotto controllo ed interrogate più di 500 persone, sarebbero circa dieci le persone sulle quali gli investigatori si stanno concentrando in queste ore. Tutti gli indizi confermerebbero anche la presenza di una rete d’appoggio che per Igor non si è fermata alle sole Spagna ed Austria.

L’uomo avrebbe avuto contatti con gente residente in Francia, Ungheria e Serbia (suo paese d’origine). L’attenzione maggiore delle Forze dell’Ordine, si sta riversando principalmente, su parenti e  suoi ex compagni di carcere. Pare che Igor il russo, oltre ad essersi messo in contatto con dei falsari (di documenti), fosse riuscito ad entrare in contatto con un grosso trafficante di droga.

Intanto, l’estradizione di Igor il russo in Italia potrebbe essere rimandata. La Spagna, infatti, intende processarlo per la sparatoria e la morte delle tre persone (due membri della Guardia Civil ed un allevatore) che hanno portato alla sua cattura in modo quasi del tutto casuale. Il criminale è stato intercettato dalle autorità spagnole nel corso di un’indagine su delle rapine.

La Procura di Bologna ha chiesto di poter avere accesso agli atti dell’udienza spagnola che domani si occuperà di ascoltare l’indagato. Priorità dell’Italia, in questo momento, è quella di capire come e quando Igor il russo sia riuscito a fuggire in Spagna, ma sembra proprio che il Paese iberico potrebbe avere la “precedenza” sui misfatti da lui commessi in Italia.

Maria Mento