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Morto perché messo in attesa dal numero d’emergenza. “Sto morendo”: le ultime parole di un padre 40enne

“Sto morendo”. Questo il contenuto di un tragico messaggio lasciato al numero di emergenza da un uomo, un giovane padre di 36 anni, che era riuscito a comprendere di versare in gravi condizioni di salute ed a chiedere aiuto. Non è riuscito, però, a salvarsi la vita, nonostante la sua chiamata. La morte, per l’uomo, è avvenuta in maniera incredibile e ciò suscita, ovviamente, notevole rabbia: il suo messaggio è stato messa in attesa dall’operatore telefonico che ha risposto alla sua richiesta d’aiuto.

È questa una storia assurda che ha avuto luogo a Liverpool (Regno Unito). Protagonista sfortunato della vicenda il 36enne Paul Millea, padre di due figli, morto dopo essere stato pugnalato e messo in attesa dal 999 mentre tentava di chiedere aiuto al numero d’emergenza. La vittima, dopo aver lanciato lo straziante messaggio “I’ve been stabbed. I’m gonna die” (“Sono stato pugnalato. Morirò”), ha atteso in strada l’arrivo dei soccorsi per ben 40 minuti.

Il tempo che restava da vivere a Paul Millea era inferiore, ed infatti l’uomo è morto. L’operatore che ha raccolto la chiamata dell’uomo gli ha incredibilmente risposto di rimanere in linea, in attesa. Millea è stato così messo all’ascolto di un messaggio preregistrato, e questo a causa dell’enorme mole di chiamate d’emergenza che in quel momento stavano arrivando al 999.

Se Millea non fosse stato messo in attesa avrebbe, forse, potuto salvarsi. Sono emerse delle incongruenze interessanti, a tal proposito, nel corso dello svolgimento del processo a carico del colpevole, il 26enne Philip Daniels. Secondo quanto registrato, la telefonata di Millea al 999 sarebbe arrivata alle 21:11 ed i soccorsi non sono arrivati sul luogo del delitto prima delle 23:50. Questa versione dei fatti cozza con quanto dichiarato dai portavoce di NWAS (North West Ambulance Service): la chiamata sarebbe arrivata alle ore 23:30 ed il soccorso dei paramedici si è sarebbe attivato in soli otto minuti.

Il movente che ha portato all’uccisione di Paul Millea è quello della gelosia: Philip Daniels era convinto che l’uomo avesse una relazione con la sua fidanzata, una giovane di nome Kayleig Maylor. Daniels si è giustificato dicendo di aver agito per legittima difesa, ma è stato condannato all’ergastolo per omicidio. La sorella di Daniels è stata condannata a 12 mesi di carcere, sospesi per aver testimoniato contro il fratello.

Maria Mento