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Addio Juborai // Il leone dello zoo, ridotto a pelle ed ossa e molto malato, è morto senza dignità di fronte agli spettatori

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Lo hanno sfruttato fino all’ultimo: non gli hanno concesso neppure una morte dignitosa
Una fine indegna per il re della savana. Ma forse, sarebbe meglio dire, una vita indegna per il re della savana, quella vissuta da Juboraj, il leone simbolo del Comilla Zoo, Bangladesh.

Un animale tenuto in gabbia per 18 anni e che, negli ultimi tempi, era ridotto a pelle ed ossa e ciò nonostante veniva ancora utilizzato per fare degli spettacoli.
Nelle fotografie che circolano online, il leone Juborai è magrissimo, visibilmente malato o denutrito. Depresso, steso a terra e probabilmente senza forze, la fotografia dello splendido animale ridotto in modo così pietoso ha sconvolto il mondo intero, ed ha fatto indignare molte persone. In tanti hanno accusato lo zoo di negligenza e di non curare gli animali.

Ora Juborai se ne è andato: è morto il 14 dicembre, e quasi quasi si può tirare un sospiro di sollievo per quel povero animale ridotto in questo stato.
Il video e le immagini che mostravano il povero leone stremato avevano fatto il giro del mondo, era stata lanciata anche una petizione affinché il povero Juboraj potesse avere una morte dignitosa.
E’ morto durante un’attrazione, di fronte a decine di turisti e visitatori che si sono affrettati a scattare foto di quel sacchetto di pelle ed ossa senza più dignità che si è accasciato a terra senza vita. Per quanto la causa della morte non sia nota, essendo Juborai un leone ormai distrutto e visibilmente in stato di malessere, potrebbe essere deceduto per un mix di stress, denutrizione e per l’anziana età.

R.M.