83enne denuncia: “Io picchiato da poliziotti sloveni, ecco come mi hanno ridotto per un’infrazione”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:22

Dario G., triestino di 83 anni, ha denunciato di aver subito una violenza da parte di alcuni agenti di polizia sloveni. L’uomo venerdì sera stava tornando a casa da una cena al Casinò Admiral assieme alla moglie, di 75 anni. Secondo il loro racconto, a circa un km dal confine sloveno-italiano sono stati fermati da una pattuglia di poliziotti sloveni.
L’83enne aveva commesso un’infrazione: aveva percorso qualche decina di metri contromano ad una rotonda. Dopo essersi accorto dell’errore, si è rimesso in carreggiata.

Ma la pattuglia di poliziotti si è accorta dell’infrazione e lo hanno fatto accostare, quindi secondo il suo racconto avrebbero cominciato a pestarlo.
L’uomo ha raccontato tutto al figlio, il quale poi si è rivolto al giornale locale, Il Piccolo. “Lì nella rotonda c’era una camionetta accostata di lato. Aveva i fari accesi. Ce l’avevo proprio davanti e allora, per sbaglio, ho preso la strada in contromano. Pioveva a dirotto”. Gli agenti hanno preso la carta d’identità del triestino. La moglie è uscita dall’auto, allarmata perché non gli veniva restituita la carta. Il poliziotto le ha intimato di tornare in auto, lei si è rifiutata, la polizia l’ha spinta a terra ed a quel punto è iniziata la violenza.

Il poliziotto “Si è messo sopra di me per ammanettarmi e ha continuato a picchiarmi con pugni e calci ha raccontato l’83enne che ha cercato di difendere la moglie. Gli ha rotto una costola ed un dente, e l’anziano ha riportato anche diverse escoriazioni. Portato all’ospedale di Isola, in Slovenia, l’83enne ha raccontato tutto al figlio che ha denunciato i poliziotti. La versione degli agenti sloveni però è diversa: secondo loro l’83enne avrebbe aggredito uno degli agenti, mettendogli le mani alla gola.

R.M.

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