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Voleva fare una strage in nome dell’ISIS: l’arrestato è un ex marine

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Aveva anche scelto la data per colpire: tra il 18 e il 25 dicembre, perchè secondo lui i giorni di Natale sono “i migliori per compiere un attacco”.

Everitt Aaron Jameson, 26 anni, era pronto a morire in nome dello Stato Islamico. Non si tratta di un pericoloso rifugiato proveniente da chissà quale Paese del Medio Oriente, ma di un cittadino americano a tutti gli effetti. Non solo: Jameson aveva ricevuto una formazione di base nel corpo dei Marine nel 2009, ottenendo la qualifica di “tiratore scelto”.

Tuttavia, il giovane fu presto dimesso per “arruolamento fraudolento”, in quanto non dichiarò di soffrire d’asma.

Negli ultimi tempi Jameson era completamente cambiato, anche nell’aspetto: tolta la divisa, si era fatto crescere una lunga barba e un’attività di “consenso” online nei confronti di post riguardanti attentati e simili.

Gli agenti dell’FBI cominciano a seguirlo con attenzione dallo scorso mese di settembre, sospettando una sua radicalizzazione. Il segnale arriva da alcune intercettazioni, dove Jameson confessa ad un agente sotto copertura l’intenzione di “fare qualsiasi cosa per la causa dell’ISIS”.

Il 26enne voleva probabilmente colpire con dell’esplosivo la Baia di San Francisco, e precisamente al Molo Pier 39, luogo sempre molto affollato dai turisti. Il suo piano è stato sventato dall’FBI, che ha provveduto ad arrestarlo.