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Sofiya Melnyk: ancora ombre sulla sua morte dopo le confessioni dei suoi tre fidanzati

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Sofiya Melnyk è scomparsa il 15 Novembre, per poi essere stata ritrovata in fondo ad un burrone, ai piedi del monte Grappa, la vigilia di Natale.

Quella sera, al comando dei Carabinieri di Cornuda, si sono ritrovati 3 diversi uomini, straziati dal dolore, che dichiaravano di essere tutti il vero fidanzato della bella ucraina.

Un geologo di Rimini settantenne, che vedeva la donna nel fine settimana, ha dichiarato che era la sua compagna da 9 anni; un medico di 60 anni, originario di Montebelluna, ha detto che era la sua fidanzata da qualche mese mentre il terzo, Pascal Albanese, ha sconvolto tutti dicendo: “Signori, era la mia donna da sedici anni, abitavamo sotto lo stesso tetto“.

Pascal Albanese, francese trapiantato in Treviso, era conosciuto dagli altri due uomini come il cugino di Sofiya, mentre in realtà era sicuramente qualcosa di più, ma forse non lo sapremo mai; Pascal si è infatti impiccato 11 giorni dopo il ritrovamento del cadavere della donna.

La Polizia ha quindi deciso di concentrare le indagini proprio sull’uomo: “Perché mai un uomo dovrebbe uccidersi prima di scoprire che fine ha fatto la sua donna? Non ci sono ancora certezze ma tutto porta all’omicidio-suicidio, aspettiamo comunque gli esami di laboratorio.” hanno commentato gli investigatori.

La vita di Sofiya è quindi ancora avvolta nel mistero, proprio come la sua morte.

Neanche le sue amiche più strette conoscevano le reali abitudini dell’amica; “Sapevo di quello di Rimini“, ha dichiarato una di loro. “A me aveva parlato dell’ imprenditore“, ha aggiunto un’altra. Quello su cui concordano un po’ tutte è che Sofiya si era innamorata del medico e voleva lasciare Pascal per andare a vivere con lui.

Mario Barba