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Ricordate la showgirl Lubamba? Dopo tre anni di carcere torna in libertà. E si racconta

Sono stati anni difficili questi per Sylvie Lubamba, showgirl italiana di origine congolese lanciata nel mondo dello show business da Piero Chiambretti, dopo la condanna a tre anni e quattro mesi di carcere per aver utilizzato in modo improprio le carte di credito altrui. Uscita di prigione il 25 dicembre scorso, la valletta si racconta a ‘Spy‘ spiegando di essere pentita per le azioni commesse: “Sono stata scarcerata il 25 dicembre, il giorno della nascita di Nostro Signore. Cosa avrei potuto desiderare di più? Sono pentita di quello che ho fatto, ma lo ero già dodici anni fa. Ero convinta che il reato cadesse in prescrizione, invece le sentenze sono andate avanti e sono stata condannata definitivamente. La giustizia è lenta, ma arriva a tutti”.

Sylvie in questi anni di carcere è dimagrita ben dieci chili ed ha trovato una nuova via, quella della fede. Grazie al percorso spirituale intrapreso dietro le sbarre, la showgirl ha ricevuto l’onore di essere scelta insieme ad altri 11 carcerati per l’incontro con Papa Francesco in cui il pontefice ha fatto loro la lavanda ai piedi, un’occasione incredibile per Sylvie che ancora oggi la ricorda con emozione: “Quello con papa Francesco è un incontro che mi ha cambiato la vita: mi sono sentita benedetta e fortunata. Tutt’ora mi chiedo come sia stato possibile. Non sono ancora riuscita a metabolizzare e non riesco a trovare le parole adatte per parlarne. In carcere ho aperto la Bibbia per la prima volta nella mia vita e l’ho studiata. Il rapporto con il Signore si è fortificato: lui si manifesta, è un padre misericordioso, è attento ai dettagli”.

La nuova vita della soubrette comincia quindi da una fede rinnovata e radicata, ma adesso che si trova nuovamente libera quali sono i suoi piani per il futuro? Lubamba non nasconde di avere il desiderio di tornare in tv, ma sa che quella strada è molto difficile dopo la condanna e se non sarà possibile si adeguerà: “Ho paura che questa esperienza abbia macchiato il mio nome. Mi piacerebbe, ma non ci conto. Il mio piano B? Fare un lavoro normale”.

F.S.