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Massacrata di botte: l’autopsia svela la terribile fine di Sofiya. Aumenta il mistero

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Sono principalmente due le piste seguite dalle forze dell’ordine in merito al brutale assassinio di Sofiya Melnik, la bella donna ucraina scomparsa lo scorso 15 novembre e ritrovata morta la vigilia di Natale.

Il suo cadavere è stato rinvenuto in un burrone ai piedi del Monte Grappa. Il corpo di Sofiya presentava moltissime lesioni, ma nessuna ferita da arma da fuoco o da taglio. Per questo, gli inquirenti sospettano che la donna sia stata violentemente picchiata, o che sia stata fatta precipitare giù dal monte. Il riconoscimento dell’ucraina è stato reso molto complicato dalle condizioni in cui è stato ritrovato il cadavere, che oltre a giacere lì da molto tempo era stato anche deturpato da animali selvatici.

Per capire meglio come si sono svolti i fatti, verrà eseguita una TAC sul corpo della donna, mentre l’entomologo forense Stefano Vanin ha provveduto a prelevare alcuni campioni per risalire all’ora esatta del decesso.

Gli esiti, che dovrebbero essere disponibili nel giro di due mesi, andranno poi ad unirsi ai rilievi effettuati nella villetta di via Jona, dove Sofiya viveva col compagno Pascal, che ha deciso di togliersi la vita undici giorni dopo la sua scomparsa. Iniziate le analisi anche sui cinque computer ritrovati a casa della coppia, nella speranza che possano fornire indizi ulteriori sul giallo.