“Improvvisamente è franato tutto, ho rischiato la vita”: l’agghiacciante racconto del vulcanologo imprigionato in un cratere

Pochi fenomeni naturali emanano una fascinazione paragonabile all’eruzione vulcanica, specie se si tratta di un eruzione di tipo “stromboliano” in cui i getti di lava si susseguono in pirotecniche composizioni che creano nel cielo circostante uno spettacolo simile a quello dei fuochi d’artificio. Di questo fascino e ben consapevole Marc Szeglat, cinquantenne esperto di vulcanologia che nel corso della sua vita ha girato il mondo per osservare da vicino l’attività vulcanica di alcuni dei più grandi vulcani al mondo, compresi i nostri Stromboli e Etna.

La passione di Marc per la lava è nata nel 1990 proprio quando ha scalato per la prima volta l’isola vulcanica che fa parte delle Eolie (Sicilia). Un amore così grande che lo ha convinto a tornare in Sicilia nel 2017 per girare un documentario sui due vulcani più attivi d’Europa. Intervistato sul suo ultimo lavoro dal ‘The Sun‘ Szeglat ha raccontato di quella volta che camminando su un lago di lava con una tuta apposita stava rischiando di morire ustionato. L’intrepido esploratore ha temuto il peggio, ma alla fine è riuscito ad uscire indenne da quella situazione imparando una preziosa lezione sulla pericolosità della lava.

L’episodio a cui fa riferimento lo studioso si è verificato nel 2002 quando Marc si trovava in Africa per filmare e studiare l’attività del vulcano etiope Erta Alé: “Con un amico ci siamo calati con una rupe all’interno di un cratere per collezionare un campione di lava da un lago di lava. Ci siamo fermati in una terrazza a 40 metri dal lago di lava quando le pareti del cratere hanno cominciato a crollarci addosso. Un numero imprecisato di rocce sono cadute all’interno del lago di lava che ha cominciato a ribollire”.

La situazione era drammatica e Szeglat ha pensato che quella sarebbe stata la sua ultima avventura: “Una valanga di detriti precipitava mentre noi stavamo al centro della terrazza il più lontano possibile dalle pareti del cratere- stavo per morire. Ma improvvisamente la situazione si è calmata e siamo stati in grado di uscire indenni dal cratere, è stata una seconda nascita”.

F.S.