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“Avevo pensato al suicidio”:le ultime parole di Marina Ripa di Meana – VIDEO

Con un toccante videotestamento, trasmesso ieri sera dal Tg5, una Marina Ripa di Meana più che mai consapevole della propria condizione ha voluto raccontare in parte la sua esperienza con la malattia- che l’ha portata alla morte dopo 16 anni di coraggiosa lotta- e ha voluto dare a quanti più spettatori possibili un messaggio importantissimo: chi sta affrontando il proprio fine vita deve essere informato su quello che è possibile fare per andarsene nel modo più dignitoso possibile.

Il video testamento di Marina Ripa di Meana è tutto raccolto in una lettera che la donna non ha avuto la forza di leggere. A leggerla per lei ci ha pensato la giornalista Maria Antonietta Farina Coscioni, che appare seduta di fianco a lei nel video mandato in onda. La stessa giornalista ha avuto il merito di far conoscere a Marina Ripa di Meana l’esistenza della sedazione profonda, risparmiandole di dover ricorrere al suicidio assistito in Svizzera.

Proprio della sedazione profonda si parla nella lettera, e della possibilità di scelta che ogni malato deve poter avere nell’istante ultimo della propria vita, senza per forza dover essere costretto a morire lontano dalla propria terra e dalle persone e cose a lui care. Ecco, di seguito, un breve estratto della lettera di Marina Ripa di Meana letta da Maria Antonietta Farina Coscioni, ascoltabile anche nel video che vi riproponiamo.

“Io che ho viaggiato con la mente e con il corpo per tutta la mia vita, non sapevo, non conoscevo questa via – sottolinea – Ora so che non devo andare in Svizzera. Vorrei dirlo a quanti pensano che per liberarsi per sempre dal male si sia costretti ad andare in Svizzera, come io credevo di dover fare. È con Maria Antonietta Farina Coscioni che voglio lanciare questo messaggioquesto mio ultimo tratto: per dire che anche a casa propria, o in un ospedale, con un tumore, una persona deve sapere che può scegliere di tornare alla terra senza ulteriori e inutili sofferenze. Fallo sapere, fatelo sapere”.

La lettura della lettera si è conclusa con una Marina Ripa di Meana che ha voluto ribadire- con la propria voce e con le poche forze ancore rimastele- il concetto di far sapere a più persone possibili che non esiste soltanto la via del suicidio assistito, dimostrando così quello che aveva già detto: il tumore, all’ultimo, si è impossessato del suo corpo ma non della sua mente e della sua coscienza.

Maria Mento