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“Mi rovesciò il suo piscio addosso”: i retroscena di Sgarbi su Marina Ripa di Meana

A seguito della scomparsa di Marina Ripa di Meana, Vittorio Sgarbi ha deciso di pubblicare una lettera in cui ricorda l’amica; donna forte, eccentrica e molto più.

Marina era cresciuta nell’aristocrazia romana, ebbe il suo primo matrimonio con Alessandro Lante della Rovere, nel 1964. Diventerà un’attivista femminista e si batterà per i diritti degli animali, nonostante in passato usasse indossare spesso pellicce di visone.

Io ero bambino, ma sono certo che, in quegli anni, Marina aveva sontuose pellicce di visone, mentre, molti anni dopo si sarebbe schierata contro l’uso per moda di pelli e pellicce, lo sterminio dei cuccioli delle foche, contro le corride, diventata animalista.”, ricorda il critico d’arte.

Allo stesso modo, la sua capacità di seduzione felina si rovesciò in femminismo quando i tempi consentirono alle donne di manifestare le loro superiorità. È stata certamente il personaggio più notevole di quel passaggio d’epoca, da un piccolo mondo antico a un piccolo mondo moderno. Un caso interessante di femminismo non classico, non provocatorio, non urticante (e spesse volte, invece, intrigante e seduttivo), e comunque non antagonista al maschio.”, continua Sgarbi, aggiungendo inoltre:

Il modo migliore per umiliare un uomo è sottometterlo sessualmente, sedurlo fino a fargli perdere la testa, mantenendo la propria. Marina è stata femminista, sottomettendo i maschi al suo dominio. La sua natura era provocatoria, divertente, smodata, sempre pronta al colpo di scena, come quando lanciò la torta in faccia a Costanzo o la ‘pipì d’artista’ a me.”.

Erano reazioni indispettite, indignate, come per rivendicare diritti lesi. Ma lo faceva sorridendo, convinta di giocare in un mondo di eterni bambini, fulminei nell’incazzarsi e altrettanto nel perdonarsi. Le sue trovate, con un retrogusto artistico, erano espressione di individualismo, di antagonismo, di esibizionismo, e non alteravano il suo temperamento giocoso e divertente. Era una donna voluttuosa e decadente, una interprete femminile del Don Giovanni. In questo è stata certamente anticipatrice, una figura all’avanguardia tanto più dirompente nel contesto delle regole tradizionali. E proprio a lei è toccato rappresentare una fase evolutiva della donna seduttrice.”

Mario Barba