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Il clima adesso desta preoccupazione: neve sul Sahara e caldo fatale per la fauna australiana

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Questo inverno sta facendo registrare dei fenomeni atmosferici decisamente preoccupanti. Nei giorni scorsi vi abbiamo parlato di come le temperature nel Nord America siano diventate polari facendo ghiacciare le imponenti cascate del Niagara (al confine tra l’Illinois ed il Canada) e parte dell‘oceano Atlantico, con conseguente moria della fauna marina, compresi degli esemplari di squalo bianco.

Un simile evento si è verificato anche in Australia, dove il caldo cocente della stagione estiva (nell’emisfero australe in questo momento è estate) ha causato la morte di 500 esemplari di pipistrelli a Campbelltown (cittadina poco distante da Sydney. In questi giorni, infatti, l’Australia è stata colpita da un’ondata di caldo anomala con le temperature che sono balzate fino ai 47 gradi centigradi. Temperatura troppo elevata per questi volatili conosciuti in Australia con il nome di volpi volanti per via delle loro dimensioni e della pelliccia rossa intorno al collo. La moria delle volpi volanti è un danno per tutto l’ecosistema, queste infatti si nutrono di frutta e nettare e contribuiscono alla riproduzione degli alberi e dei fiori seminando i semi non mangiati e spargendo il polline attraverso il muso.

Il clima folle di questo periodo ha portato ad un altro fenomeno d’eccezione nel nord dell’Africa. Sulla catena montuosa dell’Atlantide (Algeria) le dune di sabbia che connotano il deserto del Sahara sono state ricoperte di neve per il secondo anno consecutivo, creando uno scenario insolito in quella zona del mondo. Le zone desertiche sono caratterizzate da un clima secco e arido che non permette solitamente il verificarsi di un simile fenomeno climatico. Secondo gli esperti questo fenomeno è stato possibile grazie all’arrivo dell’alta pressione dall’Europa che ha portato ad un brusco abbassamento delle temperature.

F.S.