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Col nuovo anno aumenta anche il costo del caffè al bar: Torino guida la classifica con 1.10 euro

Dopo la scia polemica suscitata dall’introduzione di un costo esiguo (2 centesimi) per i sacchetti biodegradabili utili al trasporto di frutta e verdura. L’indignazione dei cittadini italiani potrebbe presto farsi sentire, questa volta con qualche ragione in più, per il previsto aumento del costo del caffè nelle città italiane. A partire da quest’anno, infatti, la bevanda più consumata dagli italiani aumenterà in media del 5.95% in ogni città arrivando a toccare se non a superare la quota un euro per una singola tazzina.

A guidare la classifica del caro caffè è Torino, nel capoluogo piemontese una tazzina di caffè costerà in media 1.10 euro. A seguire c’è Milano in cui il costo medio è di 1.08 euro con Firenze (1.04) in terza posizione e Roma ai piedi del podio (1.03). Sebbene la capitale non sia nei primi tre posti, c’è da registrare nel suo caso un aumento molto più sostanzioso rispetto alle altre città: il prezzo, infatti, è salito del 11,97% rispetto allo scorso anno. L’aumento non ha risparmiato nemmeno la patria del caffè espresso, Napoli, sebbene il capoluogo campano rimanga la città con il prezzo medio più basso (0,91 cent).

Che si tratti di un aumento consistente è innegabile, basti pensare che in media un italiano consuma 2 caffè al giorno il che comporta una spesa media di 730 euro all’anno solo per un caffè al bar. L’aumento dei beni di consumo nei bar è generalizzato: la gastronomia ha subito un aumento dell’1,5%, i gelati addirittura dell’1,7%. A questo ovviamente non corrisponde un aumento dei salari che rimangono bloccati al cambio della valuta ormai risalente al 2001.

Proprio questo ha sottolineato Emilio Diafora, presidente dell’associazione consumatori, ad ‘Adnkronos‘ nel corso di un’intervista sul rincaro del caffè: “Non c’è nulla che giustifichi questi rincari, e non solo sul caffè ma su tutte le voci dei consumi più significativi e popolari. Non mi risulta ci sia una crescita dei redditi con la stessa dinamica. La tassazione aumenta su tutto e si riversa sui consumatori finali”.

F.S.