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Ombre cinesi: irregolarità nella cessione del Milan da parte di Berlusconi?

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Irregolarità nella cessione del Milan. E’ il sospetto avanzato dalla Procura di Milano, che ha deciso di avviare una serie di verifiche per capire quale sia la reale provenienza della somma di denaro investita dal magnate cinese Yonghong Li per acquistare le quote della gloriosa società rossonera, dopo 31 anni di presidenza di Silvio Berlusconi.

Per la Procura, il reato che emergerebbe dall’intera operazione è quello che per mesi avevano evidenziato già alcune testate, ovvero riciclaggio. Una bella grana per Berlusconi, nuovamente impegnato con tutte le sue forze anche nella campagna elettorale per le prossime elezioni politiche.

Secondo le ipotesi avanzate dagli investigatori, la cessione del Milan all’imprenditore cinese sarebbe servita solo per mascherare il rientro in Italia di una sostanziosa cifra.

Per molto tempo la regolarità dell’operazione non sembrava in discussione, ma nelle ultime settimane sono emersi alcuni dettagli che hanno spinto la Procura a volerci vedere più chiaro. In particolare, si fa riferimento ad alcuni documenti che accerterebbero i reali flussi di denaro provenienti da Hong Kong.

La cessione della società rossonera era avvenuta lo scorso mese di aprile. Da capogiro la cifra dell’operazione – 740 milioni di euro, pagati in due tranche e con la copertura dei debiti – specialmente se consideriamo le ultime stagioni del Milan, parecchio travagliate.