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“Le bambole robot salveranno il mondo”: a sostenerlo, una setta

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I robot del sesso sono uno strumento del diavolo? In un certo senso potrebbe essere così, dato che negli anni ’80 il fondatore della chiesa di satana, Anton Lavey, aveva non solo predetto ma auspicato la creazione di simili prodotti finalizzati al mero piacere fisico. La visione di Lavey era però troppo ottimistica, questo infatti sosteneva che la creazione di partner artificiali avrebbe potuto incanalare tutte le deviazioni dell’essere umano, permettendo al tempo stesso casi di violenza nel mondo.

Vederla così al giorno d’oggi è veramente difficile, ma alcuni degli esponenti della chiesa di satana sono ancora convinti che i robot del sesso possano ancora salvare l’umanità da se stessa. Ad esempio Blanche Burton gran maestro della Chiesa di Satana sostiene: “Scienziati e geni dell’informatica hanno fatto un gran lavoro in questo senso, creando compagni umanoidi artificiali estremamente realistici”. A fare eco alle parole di Burton ci ha pensato l’alto sacerdote Magus Peter H Gilmor che partendo dall’idea di Lavey spiega: “Anton ha promosso l’idea ‘di un compagno artificiale umanoide’ con lo scopo di offrire un device con il quale le persone avrebbero potuto gratificare i propri desideri sessuali reconditi e altre particolari devianze. Questo avrebbe permesso un completo controllo delle proprie fantasie. Adesso la robotica è avanzata, e sembra che questo genere di comportamenti stia vedendo un incremento”.

La domanda che sorge spontanea è se la chiesa di Satana sia direttamente implicata con la fabbricazione di questi robot, ma Gilmor spiega che non c’è alcuna correlazione: “La chiesa di satana non è implicata nello sviluppo poiché il nostro obiettivo è quello di insegnare la filosofia ed i precetti del satanismo”.