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“600€ di pensione, 582€ di bolletta del gas per scaldarci”. Le bollette choc dei terremotati 

Vivo in una Soluzione Abitativa di Emergenza con 600 euro di pensione. Mi vedo arrivare 582 euro di bolletta del gas”. Un terremotato di Accumoli, provincia di Rieti, una delle città che sono state al centro del violentissimo terremoto in Centro Italia del 2016, ha denunciato la shoccante bolletta che si è visto arrivare a casa.

Lui, come diversi altri, ha ricevuto la sua SAE, la soluzione abitativa d’emergenza, e un sussidio di 600 euro per comprarsi i viveri e pagare le bollette. Ma se una sola bolletta del gas per scaldarsi – non certo un vizio, nelle montagne del Centro Italia dove l’inverno è arrivato prestissimo, e molto gelido – costa quasi l’interno ammontare dell’affitto, come è possibile sopravvivere?
A Macchia, una piccola frazione di Accumoli, l’accensione del riscaldamento solo nei sue mesi di novembre e dicembre ha fatto lievitare la spesa per il riscaldamento delle casette d’emergenza.

La tariffa del gas, notiamo, è in linea coi prezzi del mercato. Anzi, è stato scontato grazie ad un accordo col sindaco di Accumoli Stefano Petrucci, e il gestore, per quanto riguarda il riscaldamento delle case dei terremotati. Ma il vero problema è che nelle SAE non è possibile optare per sistemi di riscaldamento alternativi, così facendo si ‘pregiudica la garanzia’ delle casette e perché c’è rischio di incendi. Il gas per scaldare le casette, unico ammesso, è un vero salasso mensile. Salasso al quale gli abitanti non erano abituati, dato che prima del terremoto le loro case erano riscaldate con ben altri mezzi come camini a legna e stufe a pellet.

R.M.