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“Di Maio nel ’68 non avrebbe avuto parola”: Mughini a gamba tesa sui grillini

Quest’anno si celebra 50esimo anniversario delle rivolte del ’68 che hanno segnato l’Italia per tutti gli anni a venire. In occasione dell’anniversario, Giampiero Mughini ha rilasciato un’intervista per parlare di quegli anni e di come sono stati vissuti da lui in prima persona.

Secondo Mughini, il 50esimo anniversario del ’68 non è una cosa da celebrare ma piuttosto da comprendere. “Comprenderlo significa innanzitutto sapere che il Sessantotto è durato 20 anni. È cominciato all’ alba degli anni Sessanta con gli scioperi furibondi alla Fiat di Torino, quando la Fiat dettava tempi e umori della sinistra, ed è morto con Aldo Moro, il 9 maggio 1978“.

Parlando degli inizi delle rivolte, Mughini ricorda come non sono stati solo gli scioperi iniziali a dare il via a quel movimento ma anche riviste quali ‘Quaderni Rossi‘ e ‘Giovane critica‘ (che lui stesso creò a Catania) preparano il terreno per quello che sarebbe successo.

Oggi, alcune delle libertà ottenute allora verrebbero scambiate per molestie ma, secondo l’opinionista catanese, oggi il mondo ha assunto un aspetto differente. “Oggi è cambiato tutto, non è paragonabile. La società italiana di quegli anni è lontana dall’ oggi come gli etruschi“.

Ricordando la rivoluzione sessuale avvenuta in quegli anni dichiara: “Fu un percorso e una bellissima scoperta. Uno choc rispetto alla mia educazione. Io arrivavo da una scuola di preti dove unica cosa che insegnavano era la sessuofobia. Sperimentavamo che avere accanto le ragazze, soprattutto le ragazze in minigonna, era una gioia. Quando vidi per la prima volta il mio amore dei vent’ anni in minigonna, beh, capii che dio esiste!

Incalzato dal giornalista Davide Nitrosi, su una possibile somiglianza tra i movimenti nati in quegli anni e il Movimento 5 Stelle, risponde: “Assolutamente no. La nostra generazione era carica di letture e interessi culturali, una cosa che nessun grillino neppur lontanamente mastica. Un Di Maio nel ’68 non avrebbe avuto accesso al dibattito. I grillini sono un prodotto della società dello spettacolo e della ‘cliccocrazia’, lontana anni dai ragazzi del 30 e lode“.