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Festa di Sant’Agata, torna la pagina Facebook contro la patrona di Catania: ma non è un caso unico

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Vignetta di odio contro Sant'Agata

La festa di Sant’Agata a Catania, ritenuta essere una delle più importanti celebrazioni sacre a livello mondiale, sta per entrare nel clou del suo svolgimento ed ecco tornare con lei anche l’ormai famigerata pagina Facebook che si è schierata da tempo contro la Santa patrona catanese.

Più e più volte segnalata e chiusa dagli amministratori del social network a causa dei contenuti della pagina, ritenuti offensivi e non idonei, coloro che stanno dietro alla messa online di questa pagina non sembrano avere intenzione di demordere e ci riprovano, per il secondo anno consecutivo, sempre a ridosso della festività riguardante la Santuzza.

La pagina è stata chiamata “Sant’Agata ti odio” e pubblica numerosi post che vanno contro la santa e contro i fedeli che le sono devoti, i quali vengono più e più volte presi di mira e ridicolizzati. Purtroppo, però, questo fenomeno non riguarda soltanto l’odio nei confronti della religione: negli anni vi sono stati clamorosi casi di altre pagine che hanno indignato e fatto parlare a causa dei loro contenuti forti ed inappropriati.

Il caso forse più emblematico è quello che sovente riguarda la comparsa di pagine che non solo inneggiano all’odio razziale, ma soprattutto cercano di dividere gli stessi italiani fomentando l’odio tra la parte nord e quella sud del nostro Paese. Ecco così spuntare pagine in cui si parla di possibili eventi catastrofici (come le eruzioni dell’Etna e/o del Vesuvio) che potrebbero essere salvifici se cancellassero l’area geografica del meridione.

Molto spesso, chi d’istinto commenta e si indigna contro l’operato di queste pagine fa soltanto il gioco dei loro amministratori. Non di rado succede che coloro i quali si occuperanno di segnalare la pagina a chi di dovere vengano sbeffeggiati per quanto scritto o che addirittura si cerchi di dimostrare che la pagina mostra, a ragione, uno spaccato violento della nostra società. Come? Additando proprio quelli che si oppongono in maniera giusta ma misurando poco le parole e scadendo nelle minacce (prontamente pubblicate dagli admin proprio per perorare la propria tesi).

Maria Mento