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Dopo la battutaccia di Gene Gnocchi, parla la saggista: ecco chi era davvero Claretta Petacci

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La recente battuta di Gene Gnocchi su Claretta Petacci ha generato una polemica senza fine che ha portato alla pubblica condanna del comico. Tutti sono concordi nel sottolineare il cattivo gusto nel raffrontare il maiale dei Casamonica con l’amante del Duce, uccisa ingiustamente in pubblica piazza senza un regolare processo. Ma quanti di quelli che si schierano contro Gnocchi sanno in realtà chi è stata la Petacci? In molti sono convinti che questa fosse una donna innamorata di Mussolini che, a causa di quell’amore, ha pagato un prezzo più caro di quello che avrebbe dovuto, ma la saggista Mirella Serri ci tiene a precisare che non è così.

La dottoressa ci tiene a precisare che non vuole difendere il comico né vuole sostenere che la sua battuta non fosse di cattivo gusto, ma semplicemente spiegare a tutti che Claretta Petacci non era l’angelo che in molti dipingono: “Volevo solo che si evitasse la ‘santificazione’ di Claretta, la cui immagine è arrivata fino ai nostri giorni in maniera assolutamente deformata. E’ l’immagine di una donna beatificata a risarcimento dello scempio che ha dovuto sopportare. L’immagine di una donna fragile, indifesa e innamorata”.

La Serri fa notare che nell’epistolario della donna, pubblicato ne ‘L’ultima lettera di Benito‘, emerge la figura di una donna maliziosa, determinata a sfruttare le posizioni di potere per il suo tornaconto, una donna che sino agli ultimi giorni di vita si è schierata in favore della discriminazione razziale e del nazismo: “Claretta invece non fu una donna che si immolò sull’altare della passione. Al contrario, per nulla sprovveduta, fu impegnata fino all’ultimo a difendere Hitler e il razzismo, indossò i pantaloni e fu molto attiva e protagonista nella politica di Salò”.

L’ambizione della Petacci è stato anche uno dei motivi di rottura con Mussolini, il quale aveva scoperto che Claretta era complice dei raggiri economici fatti dalla sua famiglia e l’aveva messa alla porta. Mirella Serri fa notare come nell’ultima lettera inviata a Claretta, Mussolini le scriva parole forti: “Non credere ti abbiano dimenticata i nemici e in genere il popolino… Tu sei odiata al pari e più di me”, parole che mettono sotto un’altra luce l’esecuzione della donna, che con ogni probabilità non è stata giustiziata perché amante di Mussolini, ma perché sostenitrice del nazismo ed in assoluto personaggio negativo nel periodo della guerra.