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Paziente disperso dopo l’operazione, trovato mummificato 3 anni dopo dentro l’Ospedale

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Il corpo di Primo Zanoli, 64 anni, è stato ritrovato all’interno di un’ala dell’ospedale di Baggiovara ancora in costruzione, il cui accesso non era ovviamente consentito né ai medici né tantomeno ai pazienti.

La famiglia di Zanoli pensava che l’uomo, nel lontano 2011, fosse semplicemente scomparso ma poi, nel 2014, il cadavere mummificato di Primo è stato ritrovato all’interno della parte di ospedale ancora in costruzione.

Secondo le ultime ricostruzioni, l’uomo, in stato confusionale, sarebbe morto di stenti e di freddo nel cortile del settore chiuso dell’ospedale dopo essersi rotto una gamba a seguito di una caduta da 10 metri.

Il processo penale si era concluso inizialmente con un’archiviazione ma la causa civile è riuscita a trovare un accordo tra i famigliari della vittima e l’Ausl di Modena, la quale dovrà pagare 600mila euro alla famiglia Zanoli poiché l’uomo, che si trovava all’interno del presidio ospedaliero, non ha ricevuto le attenzioni e le cure mediche adeguate; una perizia psichiatra, ad esempio, sarebbe stata essenziale, afferma il medico Pieraccini.

La notte tra il 30 e il 31 Dicembre 2011, Primo Zanoli, sotto l’effetto di un tranquillante (Talofen), si era alzato dal letto della sua camera d’ospedale per poi girovagare all’interno della struttura, sfortunatamente, cadde nel vano tecnico dei tubi profondo 10 metri.

Il cadavere dell’uomo è stato ritrovato solo 3 anni dopo in stato di mummificazione grazie agenzia investigativa privata Sheridan alla quale l’Ausl di Modena si era rivolta. Visti gli anni trascorsi all’interno di quel vano, il riconoscimento dell’uomo non è stato immediato ed è servito l’esame del DNA per accertarne l’identità.

(Foto d’archivio)